Mentre il Sindaco Sala si esercita nell’arte del pianto greco, lamentando che “la pianta dei soldi non esiste” per giustificare i tagli ai servizi e l’aumento dei costi per i cittadini, la Procura di Milano e la Corte dei conti hanno scoperchiato quello che i maligni chiamano ormai il “Rito Ambrosiano”. Un sistema di una semplicità disarmante: regalare sconti miliardari ai grandi costruttori spacciando mega-torri speculative per semplici “ristrutturazioni”.
I numeri del disastro
Le cifre che emergono dalle inchieste del 2024 e 2025 sono da capogiro. Il danno erariale ipotizzato sfiora gli 1,5 miliardi di euro. Denaro che è letteralmente evaporato dalle casse comunali per finire nei portafogli dei fondi immobiliari e dei signori del mattone. La Corte dei Conti ha rilevato che Milano ha mantenuto gli oneri di urbanizzazione fermi al 2013, ignorando l’obbligo di aggiornarli ogni tre anni. Solo recentemente, sotto la pressione dei magistrati, la Giunta è stata costretta a raddoppiare certe tariffe, ma il “buco” lasciato nel decennio passato resta una ferita aperta per i quartieri.
L’ideologia come specchietto per le allodole
Il paradosso è tutto milanese: da una parte si tartassano i residenti con l’Area B, i limiti a 30 km/h e la retorica della “città green”; dall’altra si permette di abbattere vecchi laboratori per costruire loft di lusso con cambi di destinazione d’uso facilitati e oneri ridicoli. È la vittoria della sinistra al caviale: sostenibilità onerosa per i cittadini comuni, ma porte spalancate e tappeti rossi per i “soliti noti” che ridisegnano lo skyline.
Il verdetto dei giudici
Nonostante i tentativi dei costruttori di difendere i propri privilegi, il TAR Lombardia e la Corte Costituzionale (sentenza aprile 2025) stanno mettendo fine alla festa. I giudici hanno confermato che la prassi di decidere gli interventi in Commissione Paesaggio anziché in Consiglio Comunale è illegittima e rischia di causare un “aumento incontrollato del carico urbanistico”.
Insomma, mentre noi contiamo i centesimi per il biglietto del tram, a Palazzo Marino si è servito per anni un buffet privato dove il conto, salatissimo, è stato lasciato interamente ai cittadini.
Redazione
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