Un’aggressione a pochi passi dal Colosseo torna a scuotere la capitale e riaccende i riflettori sulla questione sicurezza.
Nelle scorse ore un giovane, originario della provincia di Latina, è stato accoltellato perché si è rifiutato di acquistare hascisc da tunisino e successivamente di dargli 10 euro.
L’aggressione è accaduta nei pressi di Ponte Annibaldi, in una zona attraversata ogni giorno da turisti, residenti e lavoratori. Un episodio violento e improvviso, che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia e che dimostra quanto anche il centro storico di Roma sia diventato vulnerabile. Il ragazzo ferito è stato immediatamente soccorso e trasportato in ospedale, mentre le forze dell’ordine stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione.
Non è la prima volta che aree ad altissima frequentazione, proprio come quelle che circondano il Colosseo, diventano teatro di episodi di violenza. Negli ultimi anni si è registrato un aumento di risse, furti, aggressioni e situazioni di degrado che, secondo molti, testimoniano l’insufficienza dei controlli e la mancanza di misure efficaci per garantire la sicurezza dei cittadini.
Su quanto accaduto è intervenuto anche il Movimento Patria Nostra, che ha commentato l’episodio con toni durissimi nei confronti delle istituzioni. Il Movimento denuncia una Roma sempre più pericolosa, non soltanto nelle periferie ma anche nelle zone centrali come Colosseo, Esquilino, Termini e Piramide.
Sottolinea inoltre come troppo spesso gli autori di crimini gravi siano stranieri, con o senza fissa dimora, liberi di muoversi in città senza controlli adeguati e senza che vengano adottati provvedimenti realmente efficaci.
Il risultato della politica di accoglienza mal gestita
Secondo il Movimento, la violenza che sta colpendo la capitale sarebbe il risultato di una politica di accoglienza gestita in modo superficiale sia dal Comune sia dal governo nazionale, unita alla totale assenza di interventi strutturali per limitare la circolazione di soggetti pericolosi.
Per questa ragione, annunciano che sabato mattina saranno presenti al fianco del Movimento Politico Cattolico Militia Christi e della Rete dei Patrioti durante il presidio organizzato nella zona Termini–Esquilino.
Una mobilitazione che si inserisce nel solco delle numerose proteste e delle passeggiate per la sicurezza svolte negli ultimi mesi in alcuni dei quartieri più problematici della capitale ed organizzati sempre da Militia Christi e Rete dei Patrioti. “Quello che accade a Roma è sotto gli occhi di tutti, anche se la politica continua a far finta di non vedere», affermano. «La situazione non solo non migliora, ma tende ad aggravarsi. Roma merita di più, l’Italia merita di più. Soprattutto meritiamo una classe politica preparata, capace e responsabile, e non una combriccola di improvvisati incapaci di affrontare una crisi di questa portata”.
L’accoltellamento avvenuto a pochi metri da uno dei monumenti più iconici al mondo conferma una realtà che cittadini e associazioni denunciano da tempo: il problema sicurezza a Roma non è episodico né circoscritto, ma strutturale.
E mentre le istituzioni discutono, la sensazione diffusa è che le strade, anche quelle del centro storico, siano sempre meno sicure.
Le prossime settimane diranno se episodi come questo rimarranno fatti isolati o se rappresentano un segnale chiaro della direzione in cui la città sta andando.
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