Se pensate che solo arroganza e prepotenza delle istituzioni emergano dalla vicenda della famiglia “nel bosco”, siete in grave errore perché quelle stesse istituzioni che hanno disposto, con un atto di forza arbitraria, l’allontanamento ingiustificato di tre bimbi sani e felici dalla loro casa, dimostrano non solo di esser putride, ma di esser deboli.
Un sistema che proponesse un insieme di valori forti, una educazione scolastica dignitosa, un approccio alla vita sensato e significativo, non sarebbe certo turbato da chi altri valori, comunque positivi, insegna ai propri figli, ma con metodi alternativi, originali, magari stravaganti.
La famiglia di cui parliamo si è macchiata della gran colpa di aver fatto concorrenza allo Stato proponendo, in tutto e per tutto, risposte alternative con il guaio, imperdonabile, che tali risposte hanno funzionato egregiamente: non la scuola di massa, ma quella parentale, non la vita in città, non la dipendenza energetica, non la schiavitù di un lavoro alienante.
Una concorrenza di cinque persone che hanno saputo far inorridire un sistema che, sapesse costruire una società solida, dai forti riferimenti ideali, una economia vivace, giovani colti, entusiasti, forti, certo non li temerebbe, anzi li studierebbe come un bravo insegnante studia i metodi dei grandi educatori per migliorarsi, per progredire, per proporre novità.
Uno Stato forte accetterebbe la sfida della famiglia nel bosco come uno sprone, un caso fortunato che potrebbe aprire nuove prospettive.
Invece no…e perché, si chiedono in molti, senza che nessun giudice intervenga, i bimbi rom rimangono nelle loro lerce roulotte di periferia imparando solo l’arte di rubare e sopravvivere come cani tra le immondizie?
La risposta è semplice!
Distrazione di massa
I rom non sono un problema per il sistema, ma suoi fedeli collaboratori coadiuvati dalla massa di immigrati africani che delinquono in strada: creare insicurezza come solo la “piccola delinquenza” può fare è uno step essenziale per la distruzione di qualunque società e tale annientamento è lo scopo, ultimo, ma ormai chiarissimo, dei traditori che ci perseguitano (quando sarebbero chiamati a governarci).
Il sistema non aiuta il bimbo rom perché ha assoluta necessità del degrado in cui vive e che, da adulto, aiuterà a mantenere e, possibilmente, a diffondere.
Il sistema perseguita chi, contraddicendo tutte le sue imposizioni (scuola, vaccini, telefonini, genitori alienati) cresce bimbi perfettamente sani, molto felici, incredibilmente liberi, particolarmente sereni…un ordine, un equilibrio che mette in discussione il caos di una società che sta collassando e di cui alcuni giudici sono ormai stanchi, e perciò sempre più feroci, sempre più corrotti cani da guardia.
Irma Trombetta
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