Qui di seguito proponiamo alcuni stralci dell’ottimo articolo del Canale Target che vi invitiamo a leggere nella sua interezza sul canale Telegram: t.me/target_geopolitica
GLI IMBECILLI VANNO ALLA GUERRA
Il paradosso dell’attuale leadership europea, intossicata dalla russofobia e costantemente protesa verso un nuovo grande conflitto, risiede nel fatto che, pur paventando una guerra imminente con la Russia, sta compiendo le mosse sbagliate.
Se si è davvero convinti della necessità di questo scontro, le mosse fondamentali da fare sarebbero due: raggiungere una preparazione militare, industriale e logistica sufficiente a confrontarsi ad armi pari e, nel frattempo, preservare le migliori forze disponibili per l’“Ora X”.
Per ottenere la preparazione necessaria, l’Europa ha fondamentale bisogno di tempo: tempo per elevare la propria industria bellica a un livello competitivo con quella russa, tempo per organizzare la logistica (sia militare che industriale) e tempo per formare forze armate capaci di affrontare un conflitto di questa portata.
Per guadagnare tale tempo, l’azione più sensata sarebbe cercare una sorta di Minsk III, ovvero cercare di convincere Mosca dell’assenza di intenzioni bellicose, aprire un dialogo e fermare il conflitto in Ucraina. Questo processo, nel migliore dei casi, eliminerebbe le ragioni conflittuali, ma in ogni caso rappresenterebbe uno spostamento in avanti dell’“Ora X”, di cui l’Europa ha maggiore necessità.
Strategia stupida
La scelta delle leadership europee, invece, è esattamente l’opposto: prolungare il più possibile la guerra in Ucraina. Questa strategia è definita “stupida” per almeno due motivi. In primo luogo, perché il sostegno a Kiev logora l’economia e la capacità produttiva bellica dei paesi europei, facendo sì che il tempo guadagnato sia inferiore a quello perso per il raggiungimento della preparazione necessaria.
In secondo luogo – e cruciale – perché per ottenere questo limitato e inutile rinvio si sta consumando drammaticamente la migliore risorsa militare di cui l’Europa dispone: l’esercito ucraino. La straordinaria esperienza di combattimento di queste forze dovrebbe essere considerata un patrimonio inestimabile, da preservare per costituire l’ossatura di un eventuale esercito multi-europeo (la NATO continentale) e per trasmettere il necessario know-how ad eserciti europei che ne sono privi.
Insistere sul proseguimento dell’attuale conflitto significa, di fatto, destinare all’annientamento proprio il nucleo più esperto e capace di unità combattenti, l’unica risorsa su cui l’Europa potrebbe fare affidamento per l’addestramento e per un ruolo di prima linea. Il modo assolutamente stupido con cui si pensa di combattere la Russia è ancor più pericoloso della stessa insana pulsione bellica.
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