L’anno in corso è caratterizzato anche da segni incoraggianti, da lampi e tuoni che seppure in un’era di decadenza e tra mille eventi negativi e preoccupanti, denotano un inizio di sana Reazione Europea.
Reazione sia contro l’invasione in corso dell’Europa (soprattutto occidentale) sia contro il Sistema che la permette e la favorisce. E per Sistema non si intende solo il governo di questo o quel paese, o il vertice della UE.
Si intende l’insieme delle strutture di potere politiche, sociali, finanziarie, mediatiche, culturali – e
persino la stessa forma mentis borghese. E non in un paese singolo, ma in tutto il mondo occidentale.
Che questa reazione sia spesso spontanea, istintiva, variegata, non la rende meno interessante, anzi.
I lampi sono quelli delle rivolte popolari irlandese e britannica, con le folle che assediano i centri di
accoglienza dove gli immigrati irregolari hanno le loro basi di partenza per furti, stupri, spaccio e che sono le avanguardie della colonizzazione islamica (e non solo). I lampi sono la miriade di bandiere britanniche appese ovunque per le strade e che la polizia (teoricamente “britannica”) non riesce a far sparire, sono le manifestazioni di folle mai viste prima che sfilano per le città, osteggiate da antifascisti e polizia, ma che si impongono con la pura forza del numero.
Il fatto che la polizia invece di intervenire contro gli immigrati irregolari autori di stupri e furti, venga schierata contro i britannici stessi con arresti e intimidazioni di simpatizzanti della protesta solo per i post sui social, sta favorendo una crescente presa di coscienza anti-Sistema.
Perché se è vero che i gruppi nazionalisti sono presenti alle manifestazioni, è altrettanto vero che
sono le condanne politiche dei partiti classici e le persecuzioni poliziesche che favoriscono un salto di qualità nelle masse: dalla semplice reazione alla consapevolezza del tradimento dell’intera classe politicante.
Dai lampi della Reazione ai tuoni della Rivoluzione?
I lampi sono quelli delle manifestazioni dei nostri camerati spagnoli che aumentano di numero e intensità e vedono un ritorno anche di universitari e di giovanissimi verso il nazionalismo. I lampi sono i cortei per la Remigrazione in Austria e Germania, sono le proteste esplose improvvise in Olanda e in Francia, sono le manifestazioni in cento città e ai varchi di confine organizzate dai patrioti polacchi che mirano a prevenire l’invasione anticipatamente, sono le prese di posizione di rappresentanti slovacchi e ungheresi contro il razzismo antibianco che affligge l’Europa di oggi.
I lampi vengono anche dalla Croazia dove i concerti cristiani e nazionalisti di Marko Perkovic hanno visto l’afflusso di folle oceaniche da record storico, in spregio a tutte le pressioni governative e con grande fastidio dei media politicamente corretti.
I lampi sono la crescente collaborazione tra movimenti a livello europeo e internazionale – collaborazione incentrata soprattutto sui temi del contrasto all’invasione, della opposizione al gender, e della difesa della tradizione cristiana della nostra Civiltà europea che come la stirpe che la incarna, è presente anche fuori del territorio europeo.
Ovunque vivano comunità di bianchi cristiani, la Civiltà europea è presente.
Europei d’oltremare
I lampi provengono anche da lontano: dalle manifestazioni contro l’immigrazione persino in Giappone a quelle in Australia dove per la prima volta, si assiste alla nascita di un movimento nazionalista bianco serio, disciplinato, ben strutturato, che opera con grande “professionalità rivoluzionaria” e che a dispetto delle persecuzioni, si è brillantemente inserito nelle proteste di massa contro l’immigrazione.
E i lampi provengono anche da dove meno ci si sarebbe potuti aspettare: dall’America di Trump dove a una complicità filoisraeliana dei vertici, fa riscontro un crescente antisionismo di destra non solo tra i gruppi più militanti ma anche all’interno del variegato movimento MAGA, soprattutto tra i giovani. Emblematica in proposito la eclatante svolta antisionista di un Charlie Kirk poco prima del suo assassinio – svolta trattata con fastidio e imbarazzo dai media ufficiali ma che ha lasciato un segno nella destra americana e dei continuatori difficili da silenziare.
Non vogliamo fare del facile ottimismo: il Sistema è ancora forte, pervasivo, capace di corrompere dei leader di opposizione e anche privo di scrupoli tanto da invalidare elezioni scomode quando occorre – per non parlare delle strane morti di candidati troppo estremi in Germania che rischiavano di essere eletti.
Eppure anche questi interventi violenti denotano una debolezza di fondo, una crescente incapacità di gestire le proprie crisi e contraddizioni. Per di più, i lampi di reazione che abbiamo citato si manifestano in una fase di profonde fratture interne al Sistema stesso che potrebbero un domani offrire occasioni nuove e inaspettate a chi osa dare battaglia.
Fratture interne al regime sionista in Israele, fratture tra USA e UE, fratture tra chi vuole la pace in Ucraina e chi spinge per fare guerra alla Russia fino all’ultimo ucraino, fratture interne agli stati Uniti, dove Stati che si danno leggi antiabortiste radicali e si schierano per un ritorno alla Cristianità devono coesistere con altri che invocano apertamente Satana (come in Alaska) e città in fase di prossima islamizzazione.
Remigrazione e riconquista
I lampi di Reazione potrebbero portare con sé i tuoni di una prossima Rivoluzione? Questo dobbiamo chiederci oggi anche noi italiani e operare perché la nostra Patria possa essere parte di questi cambiamenti epocali.
La recente iniziativa ufficiale per imporre al parlamento e a tutto il paese la discussione sul
contrasto all’invasione denominato “Remigrazione e Riconquista” è il secondo passo – dopo le ripetute manifestazioni di piazza che hanno preparato il costituirsi dell’apposito Comitato.
Non si tratterà soltanto di una generica raccolta di firme e neppure di un lancio di slogan a effetto che possono tornare utili in campagna elettorale.
Si tratta di una battaglia nazionale che parte dalla destra radicale ma che si rivolge a tutte le forze sane del nostro popolo, o se si preferisce, alla parte di popolo che ha ancora la volontà di sopravvivere e di reagire, appunto.
Si tratta di una battaglia per portare questo allarme al centro dell’attenzione nazionale, per portare gli italiani a reagire, per smascherare i traditori e risvegliare gli onesti a tutti i livelli.
La battaglia per riconquistare l’Italia e insieme l’Europa è solo agli inizi.
Marzio Gozzoli
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