Il valore è di tutti, il principio è di pochi.
Sono oggetto di dibattito le recenti dichiarazioni del trapper “Rondodasosa” che in maniera becera invoca all’insurrezione di massa contro la cultura schiacciante e dominante della delinquenza così popolare in ambito giovanile, frutto anche dell’immigrazione senza frontiere.
Lui stesso e i suoi collaboratori del settore, o per i radical chic “Italiani di seconda generazione” hanno contribuito a portare avanti per interi anni, adesso, magicamente, gridano al pericolo.
Il nostro principio (differente dalla parola “valore” che è nel bene e nel male un qualcosa di appartenente a tutti i mortali) si rifà all’apertura del dibattito con chiunque, ma rifacendoci a G.Pascoli, abbiamo la famosa “Siepe” innanzi a noi, che dal punto di vista etico non osiamo oltrepassare. Non accettiamo lezioni da chi per anni ha continuato a radunare migliaia di adolescenti sotto gli stracci rossi e/o blu ispirandosi alle faide tra ghetti Americani.
Non accettiamo lezioni da chi ha sdoganato il linguaggio musicale Italiano con l’inserimento di termini sempre più vicini alla cultura “stelle e strisce” del nuovo mondo degenerante. Pensiamo tuttavia che personaggi di questo calibro dovrebbero risparmiare le energie per favorire le prestazioni sul palinsesto da social media. Se è vero che ognuno ha il suo campo, è cosa saggia lasciare ai Soldati politici quello dei Soldati politici.
Troppo comodo così
Mai oseremmo credere ai “Falsi Cristi”, in quanto da occhi critici quali abbiamo sempre avuto, sappiamo scindere i personaggi “di circostanza” da quelli che certi tipi di lotte le portano avanti da anni, siamo sempre gli stessi che per tanti anni hanno occupato le file della Rivoluzione nelle piazze, gli stessi che, a causa delle etichette attribuite dalla stampa rossa della sinistra (ormai non più proletaria) venivano scherniti con i vocaboli di occhi sempre più vedenti un pericolo.
Il tempo ci ha dimostrato che tra le file di quei cortei avevamo ragione già diversi anni fa, ed oggi, che c’è un risveglio di massa causato dall’intolleranza, dallo stremo generale e dal malcontento popolare, non accettiamo minimamente sorrisi di circostanza e/o accoglienza nel pensiero.
La critica prevede consapevolezza, e la nostra consapevolezza è ampia, poiché abbiamo sempre saputo che non conta il volume delle nostre conquiste, quanto nell’effettivo il cuore che si applica nel raggiungimento di esse.
Manuel Zavaglia
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