Vannacci e la politica dei 2 forni: sostegno al governo e voto pubblicitario contrario all’invio di armi all’Ucraina
Italia sospesa tra attesa e imposizione …. e se il mondo si stesse lentamente ridisponendo in un ordine nuovo?
Non più un equilibrio unipolare, ma una trama complessa in cui le potenze si redistribuiscono sfere di influenza, protezioni, dipendenze. Un assetto in cui ogni Stato finisce sotto un’egida, più o meno dichiarata.
L’Italia non ha capito che le regole del gioco sono cambiate
In questo scenario, l’Italia sembra non decidere il proprio ruolo ma subirlo, come se fosse già stata collocata altrove, in un disegno che gli italiani non hanno consapevolmente potuto tracciare. Intanto, nel teatro della politica nazionale, accade qualcosa di singolare. Forze che quotidianamente si oppongono su quasi tutto — economia, diritti, fisco, immigrazione — si ritrovano sorprendentemente compatte quando si tratta di votare l’ennesima proroga di aiuti militari a Kiev.
Non tutti, certo: alcune forze hanno espresso un voto contrario. Ma la convergenza tra governo e larga parte dell’opposizione resta un fatto politico evidente e francamente surreale. E mentre l’aula si ricompatta, fuori da Montecitorio la realtà resta la stessa: ospedali in affanno, scuole in difficoltà, sicurezza intermittente, opere pubbliche che avanzano a fatica, lavoro sempre più precario.
Il messaggio implicito è chiaro: questa è la priorità. Il resto può attendere. Ed è qui che si insinua l’elemento più inquietante: l’attesa.
L’attesa di benefici futuri mai chiariti. L’attesa di un ritorno strategico che non viene spiegato nei dettagli. L’attesa di un dividendo politico, economico, diplomatico che dovrebbe — un giorno —giustificare sacrifici presenti. Ma quale sarebbe questo dividendo? In cosa si tradurrebbe concretamente? In maggior sicurezza? In vantaggi economici? In un peso internazionale accresciuto? Nulla di tutto questo è stato illustrato con chiarezza.
E allora l’Italia somiglia sempre più al protagonista del Deserto dei Tartari, ferma a scrutare l’orizzonte in attesa di un evento risolutivo che legittimi anni di immobilità. Oppure ai personaggi di Aspettando Godot, sospesi in un tempo che scorre ma non conduce da nessuna parte.
Vannacci un colpo al cerchio ed uno alla botte
In questo contesto si colloca il voto del generale Roberto Vannacci: fiducia al governo, ma contrarietà al decreto sulle armi. Una posizione che richiama, per certi versi, la parabola iniziale di Beppe Grillo, quando seppe intercettare il dissenso promettendo rotture nette — “mai alleanze con il PD”, “fuori dall’euro” — poi progressivamente riassorbite nella pratica politica.
Oggi Vannacci sembra voler raccogliere una parte del malcontento per ricondurlo dentro una coalizione che, nei fatti, si muove entro coordinate già definite altrove. Una scelta tattica, prudente, che consente di differenziarsi senza rompere. Una critica controllata, che non mette in discussione l’impianto generale. Il dissenso viene incanalato, non liberato.
E intanto resta la domanda centrale: a cosa ci condurranno queste decisioni? Quali saranno i risultati concreti di spese ingenti per un conflitto con il quale l’Italia non ha un coinvolgimento diretto?
Intanto il paese langue
Se i benefici non vengono spiegati, se gli obiettivi restano vaghi, se l’orizzonte è affidato a formule generiche di “stabilità internazionale”, allora il rischio è che i frutti — qualunque essi siano —maturino altrove. Nel frattempo, la vita quotidiana dei cittadini continua a farsi più difficile.
L’Italia resta legata a vincoli europei sempre più rigidi, inserita in equilibri geopolitici che non controlla e chiamata a scelte che non nascono da un dibattito autenticamente nazionale. La vera questione non è Kiev. È la capacità dell’Italia di decidere per sé.
Finché questa capacità resterà sospesa tra attesa e obbedienza, ogni voto di fiducia apparirà meno come esercizio di sovranità e più come atto di adattamento a un disegno che non abbiamo scritto noi.
Gianluca Mingardi
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Preferisci Telegram? Nessun problema:






































































