Il globalismo internazionalista, nemico delle patrie è nato da officine ben precise che da secoli seguono ed implementano la metamorfosi del capitalismo.
Il libro “Il segreto del mondialismo” di Yann Moncomble (Effedieffe 2011) esponeva un’autentica selva di nomi e cognomi, di acronimi e istituzioni che si intrecciano a tal punto da diventare un groviglio inestricabile che però lascia chiaramente intendere un fatto: è in atto da decenni una strategia tentacolare portata avanti con capacità straordinaria.
Si sente parlare spesso di Bilderberg, addirittura da Lorenzo Cherubini “Errore” di Jovanotti:”Io a quel summit segreto (Bilderberg) per fissare le sorti del mondo”. – YouTube o di Fabian Society (che avrebbe addirittura “pianificato” il mega esperimento sociale nella pandemia di un “capitalismo della sorveglianza”), LA FABIAN SOCIETY, FUCINA NEL NUOVO MONDO, TRA ORWELL E TONY BLAIR. MARIO IANNACCONE. – YouTube .
Tra le varie sigle di cenacoli mondialisti, l’autore invece dedica parecchio spazio allo Royal Institute of International Affairs e allo Institute of International Affairs (I.I.A.).
Il curatore e traduttore dell’opera Luciano Garofoli ha voluto rispondere a qualche domanda.
Quando e perché furono fondati questi clubs? Chi furono i fondatori?
Il substrato che fa da humus a questi Istituti, apparentemente con soli scopi culturali, è quello anglosassone. Nel 1870 John Ruskin professore ad Oxford insieme ad alcuni selezionatissimi allievi, abbozza una dottrina “socialista” che parte dal marxismo, ritenuto una teoria veramente insuperabile per il futuro dell’umanità.
Ma cambia i termini del progetto marxista: non sarà più il proletariato a far scoccare la scintilla della rivoluzione proletaria, bensì una ristrettissima élite di intellettuali i quali si faranno mallevatori dell’istituzione del socialismo. Il giornalista Stead, più tardi, mette in contatto questo gruppo dottrinario con Cecil Rhodes potentissimo e ricchissimo Governatore e capo del governo della colonia del Capo. Nasce un progetto che prende il nome di “Extention of the English speaking idea”: riunificare tutti i vari monconi dell’impero britannico, quindi anglofoni, per far “rientrare” la dolorosa separazione venutasi a creare con la nascita degli USA.
In pratica: si doveva formare una confederazione di Paesi anglofoni la cui capitale sarebbe stata Washington e che avrebbe naturalmente creato anche politicamente una massa d’urto tale da poter dominare sia economicamente, che politicamente il mondo intero. Tutto molto semplice geniale!
Rhodes mette a disposizione una quantità di denaro tale che permette l’inizio di attività su vasta scala: per prima cosa la fondazione delle Rhodes Schools necessarie per forgiare le nuove classi dirigenti.
Viene fondata la Round Table con concetti di società segreta ispirati alla Massoneria: un cerchio esterno più vasto, uno interno più ristretto sopra il quale c’è un direttorio di Illuminati che guidano il tutto (se ci pensate molto simile alla struttura dell’ex URSS). Quando, il 19 maggio 1919, Mandell House, consigliere del Presidente Wilson per la politica estera e membro della molto esoterica ed illuminata Masters of The Wisdom e della Round Table, riunisce, a margine della Conferenza di Pace di Versailles, una serie di teste d’uovo americane ed inglesi il progetto è quello della creazione di due entità separate ma speculari il Royal Institute of International Affairs per l’Inghilterra ed il Council on Foreign Relations (più noto come CFR) per gli USA: l’obiettivo è quello di creare una forza d’urto elitaria che si impossessi della Politica estera ed economica della Gran Bretagna e degli USA.
Tra gli Illuminati americani compaiono nomi come quelli dei fratelli Dulles (Allen il creatore della CIA e John Foster futuro Segretario di Stato con Eishnower) Christian Herter anche lui Segretario di Stato dopo la morte di Foster Dulles, Archibald Coodlige professore ad Harvard e direttore fondatore di Foreign Affairs la rivista ufficiale del CFR, il generale Tasker Bliss Capo di Stato maggiore generale Usa durante la prima guerra mondiale e membro della delegazione USA alla Conferenza di Pace di Parigi. Da parte inglese spicca la presenza di John Maynard Keynes il grande ispiratore degli accordi di Bretton Woods e primo presidente della Banca Mondiale.
N.M. Butler ebbe a dire nel 1937: “Il comunismo è lo strumento con il quale abbatteremo i governi nazionali in vista di un governo mondiale, di una moneta mondiale, di una polizia mondiale” e Pierre de Villemarest su Lectures francaises: “…i comunisti lo sanno benissimo e i loro attacchi felpati fanno finta d’ignorare che David Rockfeller è regolarmente ricevuto a Mosca dai capi del Cremlino, da Krusciov fino a Breznev e che è il promotore dello sviluppo del commercio Est-Ovest”.
Appare chiaro come il comunismo sia stato solo una fase di un progetto più grande e che la sua autodissoluzione sia stata preparata per la “pienezza dei tempi”.
Era questo quindi il fine che avevano i fondatori dello Institute of International Affairs, ma a quale religione e/o ideologìa di fondo si ispiravano nel progetto di questi “clubs”?
Le fonti di ispirazione sono sicuramente il marxismo e la Massoneria. Le società sono organizzate ricalcando lo schema massonico: il fine è chiaro! Attraverso l’impossessamento delle leve di comando della politica americana e britannica, creare una classe dirigente elitaria che marxisticamente stabilisse un regime socialistico nel mondo, espropriare del potere l’autorità politica facendola diventare mera amministrazione.
L’alternanza dei due grandi partiti politici americani, per esempio, sarebbe così diventata una mera finzione: come proclama il detto popolare cambiano i suonatori ma la musica rimane sempre la stessa.
Tutti i Segretari di Stato americani a partire da Frank Kellog dal 1929 sono stati membri del CFR: ne cito alcuni Stimson, Cordell Hull, Marshall (quello del piano di ricostruzione europea post bellica), i già citati Dulles ed Herter, Rusk, Kissinger, Vance, Haig, Baker, Albright, Powel (questo ex Capo di Stato Maggiore Generale dell’esercito USA), la Rice. Il comunismo è stato tenuto in piedi fino a quando ha fatto comodo: la fase successiva del mondialismo prevede il completamento della Grande Opera massonica e l’instaurazione di un Nuovo Ordine Gerarchico Selettivo Mondiale, guidato dagli Illuminati.
In Italia l’Istituto di Affari Internazionali (I.A.I.) nacque nel 1965 per volontà della Fondazione Olivetti, dell’Associazione di Cultura Politica Il Mulino e dall’opera del comunista Altiero Spinelli oltre che dalla volontà dell’Avvocato Giovanni Agnelli. Agnelli e David Rockfeller progettavano un Nuovo Ordine Mondiale tramite l’osmosi tra Est ed Ovest: lo stabilimento FIAT in U.R.S.S. a Togliattigrad è speculare a quanto scritto da Charles Levinson nel suo “Vodka-Cola” (1977), e cioè l’Italia, come test iniziale per l’integrazione del PCI nel sistema capitalistico e quindi del comunismo nel capitalismo.
I sindacati avrebbero rinunciato alla scala mobile che adeguava i salari all’inflazione, per avere la quale avevano già rinunciato dopo la fine della Repubblica Sociale Italiana a rivendicare la socializzazione delle imprese. Giovanni Agnelli membro della Trilateral Commission, del Bilderberg e dell’Istituto Atlantico era di fatto il vero ministro degli esteri italiano e il comunista Giorgio Amendola in un’intervista a Newsweek, lo “chiamava ad un compromesso” amichevole.
Del resto Aldo Spallone, medico di Togliatti dichiarò che nel 1964, quando si parlava di golpe, i funzionari della CIA si presentarono a lui come disponibili ad appoggiare un governo bicolore DC-PCI, mentre William Colby lamentava il disaccordo sul punto con l’Ambasciata americana a Roma. Il governo Berlingotti, esperimento proto-ulivista,seguiva la tattica berlingueriana di compromesso per la conquista graduale del potere, laddove Aldo Moro intendeva logorare e diluire il PCI facendogli perdere qualsiasi connotato anti-sistema.
Moro ebbe il “torto” di essere filo-palestinese e ideatore (guarda caso come Kennedy…) del Mercurio Alato, una banconota di Stato sulla quale la Repubblica lucrava la rendita da signoraggio. Nel 1975 il parlamento italiano (eccetto l’M.S.I.) votò all’unanimità una legge che permetteva allo I.A.I. di essere finanziato dal governo. Come è riuscito l’I.I.A. a diffondersi in quasi tutti gli Stati del Mondo?
Il Parlamento italiano votò il finanziamento alla branca italiana dell’IIA come se avesse votato un finanziamento ad uno qualsiasi dei vari Istituti Culturali più o meno da sotto-governo! In maniera meccanica, sicuramente, all’oscuro delle finalità ultime dell’Istituto. La destra allora era coerente con il suo retroterra culturale ed ideologico: questo spiega il no dell’MSI. La diffusione nel mondo ha seguito linee di principio ben tracciate strategicamente fin dal momento della creazione. Nei Paesi anglofoni fu, non dico imposto, ma sicuramente raccomandato dai vari governi di Sua Maestà Britannica e dallo strapotere degli USA. Il buffo, fino ad un certo punto, sarebbe la diffusione nei Paesi comunisti: da lì usciranno gli oligarchi fiduciari dell’Alta Finanza internazionale.
La Pugwash nacque per mettere insieme le élites scientifiche ideologizzate al fine di condizionare i governi del mondo. Tra le quindici “funzioni” della Suprema Università preconizzata da Jean Izoulet, quale è stata realizzata prima e più facilmente e quale invece (e perché) fatica ancora ad essere realizzata?
Vale la pena ricordarle queste quindici “funzioni”: una lingua mondiale, una moneta mondiale, una religione mondiale, una scienza unica, una storia mondiale unica con data di inizio certa, una letteratura unica, un’arte mondiale, un giornalismo mondiale, un ufficio d’arbitrato mondiale, un ordine d’onore mondiale, un calendario mondiale, una biblioteca mondiale, esposizioni mondiali periodiche, giochi olimpici, borse di studio mondiali.
E’ facile intravvedere quali cose siano passate con molta facilità: tra tutte le Olimpiadi e le Expo universali. Altre cose come la lingua sono più difficili in quanto esistono ancora delle divisioni geopolitiche importanti, anche se ormai l’inglese sembra essere la dominante in settori chiave come l’economia, la finanza, la tecnologia e la diplomazia: ormai il francese è stato quasi del tutto sostituito. La cultura è stata introdotta in maniera strisciante: grande è il lavoro che stanno facendo in questo campo i media per imporre il modello anglosassone.
Le biblioteche e le Università sono a buon punto: sono tante ma sostanzialmente una diffusione sul territorio è necessaria. La politica del ‘Mille Punti Luce’ varata da Bush padre è a buon punto. per settori come la moneta unica si sta lavorando: è sicuramente pronta la Banca Centrale Mondiale, la Banca dei Regolamenti internazionali di Basilea fondata e voluta da due strani “amici” Montagu Norman Governatore della Banca d’Inghilterra e da Hjalmar Schacht, Governatore della Reichsbank anche sotto Hitler.
Arte e calendario: l’arte è sicuramente molto difficile da “armonizzare”; il calendario? Per ora regge il gregoriano, anche se gruppi di pressione importanti come gli islamici, gli ebrei e soprattutto i massoni premono molto per un cambiamento: forse comunque troppo costoso.
Anche il Vaticano al Forum di Davos ha “benedetto” la direzione del Nuovo Ordine Mondiale fondato su un’Autorità Mondiale unica, confermando la deriva “onusiana” iniziata con la rivoluzione conciliare. E’ possibile resistere a tutto ciò oppure dobbiamo rassegnarci?
La partecipazione del Vaticano al Forum di Davos è più un gadget che altro: da quel punto di vista il Vaticano conta come il due di coppe con briscola bastoni. Ma la tecnocrazia ormai è sicuramente in possesso delle leve curiali. Se un papa come Paolo VI parlava di fumo di satana penetrato nei Sacri palazzi: chi meglio di lui lo poteva sapere? Per fortuna nel campo dello spirito le leggi della materialità non contano un fico secco: quindi la forza della preghiera è enorme, la Fede ci deve spingere ad essere consapevoli che non praevalebunt, questa è una certezza, l’ha detto Cristo, quindi!
Quindi si esce dalla politica politicante e si entra nell’antagonismo metafisico. La premiata ditta anarco-capitalismo & socialismo tecnocratico odia la democrazia rappresentativa e stritola i popoli con le sue armi di distrazione di massa.
Il resto, cioè governi tecnici, no-borders, caccia alle streghe, wokismo, cancel culture, Europa delle banche, “pericolofascismo” etc. è cronaca subita quotidianamente.
Pietro Ferrari






































































