Ragionando su quel che avviene in questi giorni nel martoriato Medioriente, tornano alla mente le parole di una nota canzone del duo Mogol-Battisti: Confusione / Mi dispiace / Se sei figlia della solita illusione / E se fai confusione.
Bianchi anglosassoni protestanti (WASP), semiti ebrei, e semiti arabi islamici possono andare d’accordo? Vanno d’accordo.
C’è un aspetto che sfugge, perché volutamente dissimulato, riguardo ai padroni della vaporiera geostrategica che vede alleati tre attori (uno dei quali sottotraccia).
Mi riferisco all’alleanza tra l’amministrazione USA (sia essa Dem o Rep, poco importa), lo Stato d’Israele e, dietro le quinte, gli stati arabo-islamici del Golfo (sunniti seguaci della sunna più radicale).
Cosa li unisce?
1) A breve-medio termine, il business che si esplicita nell’obbiettivo comune di realizzare una sorta di monopolio energetico… Per i paesi islamici del Golfo, oltre ad essere energetico, il monopolio al quale mirano è anche religioso. Un primo maldestro tentativo in tal senso è stato compiuto negli anni 1989-98 in Algeria e poi nel 2010 con le cosiddette “primavere arabe”.
È vero che i maggiori beneficiari di tale monopolio sono i paesi islamici del Golfo, ma questi è da un bel pezzo che se la intendono con gli yankee e, almeno dal 2010, vanno a braccetto anche con Israele (intese e accordi, tuttavia, risalgono alla prima islamizzazione della causa palestinese, più o meno intorno agli anni della guerra civile libanese).
2) A lungo termine … staremo a vedere
C’è tuttavia da rilevare che, poscia una profonda differenza etnica, etica e sociale apparentemente incolmabile, ci sono alcuni punti di saldatura che rendono quell’alleanza molto solida, vediamoli:
1) IL BUSINESS. Lobby ebraiche e uomini d’affari arabi del Golfo hanno penetrato la finanza e l’industria delle armi degli Stati Uniti, con le suddette lobby che ne condizionano pesantemente anche la politica estera
2) LA COMUNE VISIONE GEOSTRATEGICA. A partire dal 1948 le iniziative tese a far armonizzare la presenza fra palestinesi e israeliani hanno visto i paesi arabi della regione evitare di assumere posizioni apertamente in contrasto con Israele (le guerre scatenate dagli arabi sono servite a permettere ad Israele di guadagnare terreno e consolidarsi). Concluso il periodo delle guerre è iniziato il periodo dei vari negoziati in cui quelli che dovevano essere i naturali sostenitori dei palestinesi, ossia gli arabi, tramite i buoni uffici dei negoziatori americani, sempre hanno scucito intese favorevoli a Israele
3) LA MORALE E L’ETICA. Le élite americane, israeliane e arabe (quelle del Golfo) condividono il principio per cui business is business ed è il business che, secondo loro, determina l’uomo ben voluto da Dio
4) LA SPIRITUALITÀ O RELIGIONE. Comuni audititum spirituali alimentano il «core» delle religioni di quei tre alleati:
– gli ebrei sono depositari dell’Antico Testamento… (un Dio unico e così distante che guai solo immaginarlo, e «occhio per occhio, dente per dente») e chi non aderisce ai dettami ivi inscritti è considerato solo un animale, parlante ma non umano
– I protestanti americani, agognano a ridurre l’universalità del cristianesimo riconducendola ai dettami dell’Antico Testamento ebraico
– Gli arabi del Golfo professano un approccio all’Islam sunnita fondamentalista la cui spiritualità, nell’approccio a Dio, al lecito e all’illecito assomiglia molto all’ebraismo (personalmente ritengo che quell’Islam sia l’ebraismo delle genti arabe).
In ultimo, fattore non marginale, musulmani ed ebrei pretendono un segno nella carne: la circoncisione, e i protestanti WASP non disdegnano, anzi.
Questa alleanza, non solo non ci è connaturata, ma non ci è neanche amica considerandoci alla stregua di utili galoppini ai quali concedere ogni tanto qualche compiacimento.
In siffatto contesto noi abbiamo stretto alleanze con il peggio del mondo arabo-islamico (quello sunnita del Golfo, da noi veicolato dall’organizzazione dei Fratelli Musulmani) e abbiamo permesso che le avanguardie di quel peggio si incistassero sul nostro territorio e cominciassero l’operazione di allargamento demografico, spaziale e consuetudinario.
Ciò ha potuto verificarsi grazie ad alcuni fattori che la Fratellanza Musulmana ha saputo proporre ai nostri organi di informazione:
1) far passare l’Islam per babbà di tolleranza addossando le colpe degli eccessi jihadisti a noi ex crociati, colonialisti e sfruttatori
2) tacciare paesi quali l’Egitto, la Siria, la Giordania, la Tunisia e il Marocco come retrogradi e meritevoli di essere rinnovati dalle “primavere arabe” che avrebbero portato una ventata di rinnovamento e pulizia (furbescamente associata alle cinque abluzioni giornaliere del buon musulmano praticante)
3) indicare l’Iran Sci’ita come una minaccia mortale per il mondo quando invece, l’Islam Sci’ita professato in Iran (come quello di Giordania, Marocco, ex-Siria, ex-Iraq, Egitto, Tunisia) non prevede il jihad.
Dabbenaggine nostra, ignoranza degli organi di comunicazione e malafede del peggior mondo arabo-islamico ci hanno portato a questa perniciosa confusione. Una confusione così pervasiva che ha fatto dire alla nostra Presidente del Consiglio che l’attuale conflitto tra USA, Israele e Iran è una situazione è riconducibile alla guerra che la Russia ha scatenato contro l’Ucraina… della serie: ha stato Putin!
Corrado Corradi
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