Dati militari
1) l’arsenale iraniano è composto da un numero inesauribile di droni, poco costosi, che impegnano la contraerea statunitense e israeliana con impiego di missili costosissimi.
2) Gli obiettivi dichiarati prioritari dell’offensiva iraniana sono:
– restituire la pariglia a Israele con bombardamenti indiscriminati di qualche missile balistico e impiego di droni a sfare;
– sul territorio della penisola arabica con bombardamenti mirati agli impianti di desalinizzazione.
In considerazione di ciò gli Stati della penisola arabica avrebbero avviato intese riservate con l’Iran in cui sarebbe stato sancito che saranno colpiti solo obiettivi militari (ovviamente le basi USA). Ciò ha costituito una sorta di crepa nell’alleanza arabo-statunitense (1).
Pertanto, allo stato attuale
L’Iran ha concentrato gli sforzi su Israele, il quale sta subendo l’offensiva aerea dei droni iraniani e vede le sue scorte di missili C/A assottigliarsi.
Possibili sviluppi
Da parte sua l’esercito statunitense non ci pensa nemmeno lontanamente di entrare in Iran «boot on the ground» (territorio troppo vasto e orograficamente articolato, difeso da 600.000 uomini addestrati e motivati con una popolazione fortemente identitaria, il cui patriottismo è incrementato da una situazione da guerra di aggressione).
Si va consolidando la considerazione secondo cui Trump sarebbe andato al traino di Netanyahu e starebbe ora pensando seriamente a sganciarsi secondo una scaletta che prevede alcune ulteriori azioni di bombardamento per la durata (già preannunciata) di 4 settimane per poi far passare che l’Iran abbia accettato una negoziazione.
Infatti, lo stretto di Ormuz, che tanto preoccupava, ora ha perso di interesse e più nessuno se ne occupa (segno che la questione non è destinata a durare).
In pratica: una guerra scatenata per contrastare una minaccia che minaccia non era – a meno che non si voglia credere che nel giro di 15 giorni l’Iran sarebbe stato in grado di produrre e lanciare l’atomica su Israele e che avrebbe lanciato i suoi missili balistici sull’Europa (secondo quale ratio poi? Per il piacere di lanciarli!?). Una guerra alla quale gli USA si sono accodati.
Corrado Corradi
Nota 1: il trait-d’union tra i paesi sunniti della penisola arabica e l’Iran è l’Oman al quale viene riconosciuta una certa legittimità da entrambi i fronti.
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