Nella vicenda che vede affrontati Israele e Stati Uniti contro l’Iran c’è qualcosa che viene fatto passare sottotono: Israele e Stati Uniti le stanno buscando.
Certo, i loro bombardamenti aerei e missilistici hanno sicuramente fatto male all’Iran, ma non si spiega come, pur avendo azzerato le capacità difensive ed eliminato la classe dirigente (sic dixerunt), l’Iran continui a sparare i suoi missili in maniera coordinata mandandoli a segno malgrado gli scudi tecnologici che ci hanno detto costituire una bolla di sicurezza.
Ma, quello che a parer mio prude di più all’alleanza Israele-USA è il fatto che il mito di Davide contro Golia dalla terra giudaica sia emigrato in quella iraniana e ora il mondo arabo-islamico (sia sci’ita che sunnita, ma anche il mondo arabo cristiano) abbia il proprio Davide.
È il sangue a far la storia
Un fattore mitologico da non sottovalutare perché “contro l’oro c’è il sangue a far la storia”, intendendo per sangue quel grumo di fattori come la civiltà, la tradizione, la spiritualità, che determinano l’identità di una nazione (un popolo e la sua terra). E, infatti, quell’alleanza basata solo sull’oro (ossia interessi che definire geostrategici è puro eufemismo) ha dovuto rivedere il suo obiettivo di “regime change” perché proprio come il demonio che fa le pentole ma non conosce i coperchi, si è reso conto (tardi) che quel popolo che protestava contro gli Ojatollah ha messo da parte quelle istanze e si è stretto a coorte per difendere la nazione, anche se mal sopportava alcune situazioni (forse il velo alle donne e, forse, le esecuzioni pubbliche di delinquenti incalliti?).
L’obiettivo che l’alleanza Israele-USA ha inizialmente indicato (il cambio di regime), adesso puzza di mendacio. Né più e né meno delle menzogne e dei casus belli inventati per il VietNam, il primo Iraq, il Kosovo, l’Afghanistan, il secondo Iraq. Balle in serie, l’ultima delle quali è stata che l’Iran sarebbe stato a 15 giorni dal realizzare la bomba atomica.
Il dato di fatto è che una bomba (non atomica ma di sterco) è scoppiata nelle mani di Trump, il quale non ha idea di come sganciarsi conscio che per prevalere dovrebbe radere al suolo l’Iran con le sua di atomiche.
Idem per Netanyahu il quale si rende conto che se negli anni ‘60-‘80 è stato facile prevalere, ora il suo esercito è impegnato su tre fronti: libanese, siriano e fronte interno costituito dai coloni che pretendono di occupare tutta la West-Banck (nonché la sua forza aerea impegnata con l’Iran).
E in siffatta situazione c’è da valutare anche chissà quanto potrà durare l’alleanza con i paesi arabo-islamici del Golfo.
Con l’aiuto dell’oro, della stampa, della dabbenaggine di leadership politiche europee e arabe è sempre andata loro di lusso, ma si ha l’impressione che stavolta abbiano pestato una grossa cacca e che entrambi saranno costretti a pulir la suola sporca sul tappetino di casa.
Corrado Corradi
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Preferisci Telegram? Nessun problema:







































































Dovremmo tutti sperare che Bibi e Bubu prendano una sonora lezione da questa comunità millenaria e vengano ridimensionati, costretti a rinunciare alla loro politica predatrice e oppressiva, a lasciare in pace i paesi che non desiderano le multinazionali in casa e non vogliono essere “addomesticati” .
Nessuno ha bisogno di loro, è il contrario: vivi e lascia vivere.