Dal 1 gennaio del prossimo anno, tutti gli esercenti dovranno collegare i registratori di cassa telematici ai POS o agli altri strumenti di pagamento elettronico utilizzati per le transazioni.
La misura, prevista dalla legge di Bilancio dello scorso anno, diventa così operativa, questo pare nelle intenzioni del governo per dare un altro colpetto all’evasione fiscale.
Per l’associazione tra registratori telematici e terminali di pagamento. Si prevede di usare un sistema online dedicato, raggiungibile dall’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate.
L’esercente, anche tramite intermediario, potrà accedere al portale e associare la matricola del proprio registratore di cassa, precedentemente censito in Anagrafe Tributaria, ai dati identificativi dei POS di cui è titolare. Il sistema renderà più semplice l’operazione mostrando automaticamente l’elenco dei dispositivi comunicati dagli operatori finanziari.
E’ previsto un termine di 45 giorni a partire dalla messa a disposizione del servizio online per completare la registrazione.
Con questo intervento, l’Agenzia delle Entrate punta a rendere ancora più tracciabili le operazioni commerciali e a rafforzare la trasparenza fiscale, digitalizzando i controlli e, a detta della stessa agenzia, una grossa semplificazione per gli esercenti stessi.,
Ulteriore incombenza per il commercio
Questo sarà un’ennesima incombenza a carico dei negozianti, già pesantemente subissati da norme, cavilli e regole che non fanno altro che complicare la vita degli esercenti e darà; invece, un grossa mano ai negozietti spuntati oramai, specialmente nei grossi centri urbani, come funghi gestiti da stranieri che in barba alle regole che gli italiani devono rispettare, fanno della concorrenza sleale agli originari.
Che fine ha fatto la proposta di Fratelli d’Italia del 2019, che oramai non è più al centro del dibattito politico ma che è servita come réclame nelle varie campagne elettorali?
Proposta che prevedeva un deposito cauzionale di 30.000€ per gli extracomunitari che avevano intenzione di aprire una attività commerciale in Italia.
Proposta per l’appunto era stata enfatizzata su tutte le piattaforme social:
“Fermiamo la concorrenza sleale dei negozi gestiti da extracomunitari che non pagano le tasse, come minimarket e negozi cinesi. Difendiamo le attività italiane che continuano a chiudere strozzate dalle tasse!”
Quel che resta di questa proposta e come al solito il nulla, solo propaganda vuota.
Ricordiamoci che se vogliamo vivere bene a casa nostra dobbiamo contrastare questo stillicidio di una immigrazione costante, e batterci per togliere loro tutte le agevolazioni, che i nostri governi danno a chi entra più o meno legalmente sul suolo italico, e vedrete che si rimpatrieranno da soli
Paolo Ornaghi
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