Giunto ormai al suo decimo anno, il sondaggio realizzato da IPSOS nell’ambito dell’Osservatorio “ItaliaInsight – Gli italiani e la politica internazionale”, rivolge agli italiani alcune domande cruciali sulla politica internazionale degli ultimi dodici mesi. Cosa pensano gli italiani degli eventi più importanti dell’ultimo anno e dei trend di fondo della politica internazionale?
Per il 38% degli italiani l’elezione di Trump rappresenta una cattiva notizia per l’UE e per il mondo. Ma c’è ancora molta incertezza, visto che la stessa percentuale di italiani non riesce ad esprimere un giudizio. Solo per 1 italiano su quattro invece il ritorno di Trump alla Casa Bianca rappresenta una buona notizia. Un altro 38% dichiara di non saperlo. Gli italiani che hanno indicato dei nomi ritengono che le persone più influenti del mondo siano Trump, Putin e Elon Musk. Ursula Von der Leyen è ultima, col 5%.
Voglia di Pace
La volontà che il 2025 porti almeno ad una pace tra i conflitti in corso è prevalente fra gli abitanti del Belpaese. Seguono tre “speranze”, tutte europee: un terzo degli italiani indica come fatti che danno o darebbero più speranza il calo dell’inflazione in Europa (14%), l’avvio della nuova Commissione europea (11%) e un auspicato ritorno alla stabilità di Germania e Francia (8%).
Nel frattempo, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che le Forze armate di Israele (Idf) resteranno sul Monte Hermon, in Siria, fino a quando non sarà garantita la sicurezza lungo il confine settentrionale.
La rivista Limes riferisce che il capo della Cia, William Burns, è volato a Doha (Qatar) per mediare un accordo tra Israele e Hamas su un cessate-il-fuoco nella Striscia di Gaza e la liberazione degli ostaggi nelle mani del gruppo paramilitare palestinese.
Nonostante il Movimento islamico di resistenza per la Palestina abbia definito i negoziati “seri e positivi”, fonti governative israeliane mostrano scetticismo e dichiarano che l’intesa sia ancora distante e condizionata alla fine del conflitto.
Parallelamente, il nuovo inviato per gli ostaggi designato dal presidente eletto Donald Trump, Adam Boehler, sta portando avanti colloqui al Cairo e prevede di recarsi anch’egli a Doha.
L’iniziativa congiunta di Stati Uniti, Qatar ed Egitto punta a siglare un accordo prima dell’insediamento del nuovo governo americano (20 gennaio 2025).
Attentato Kirillov
Il Servizio federale per la sicurezza della Federazione Russa (Fsb) ha arrestato un cittadino uzbeko, sospettato dell’uccisione del generale Igor Kirillov, capo del dipartimento per la difesa nucleare, chimica e biologica delle Forze armate di Mosca.
Il presunto attentatore avrebbe ammesso durante l’interrogatorio di aver operato per conto dei servizi segreti dell’Ucraina, in cambio di 100 mila dollari e un passaggio sicuro verso un paese dell’Unione Europea. La Russia ha sollevato la questione dell’attacco terroristico nella riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, venerdì 20 dicembre.
Antonio Villafranca, Vice Presidente per la Ricerca dell’ ISPI ha commentato: “Quello di dicembre è un Consiglio europeo ‘di attesa’ principalmente perché incombono due grosse incognite. La prima è l’esito delle elezioni tedesche: sembra ci si avvii verso una difficile Grosse Koalition che sarà ancora più complicata, se necessiterà di una terza gamba. E’ facile immaginare che la formazione di un nuovo governo avrà bisogno di (molti) mesi.
La seconda è la crisi politica francese, la cui risoluzione (con il governo Bayrou) potrebbe risultare solo momentanea (scade a luglio il vincolo costituzionale che impedisce il ritorno alle urne). L’attesa dell’UE potrebbe quindi estendersi a buona parte del 2025, mentre Trump giura già a gennaio e i conflitti a est e a sud evolvono con velocità. Per fortuna abbiamo tagliato il traguardo dell’identificazione dei nuovi vertici europei, ma sono in primis i paesi membri a non sembrare pronti a passare dall’attesa all’azione”.
di Matteo Castagna
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