Bella Ciao o Ciao Belli: la Costituzione “schiaffeggia” la sinistra
Emerge da poche ore il provvedimento disciplinare preso da parte della Camera che sospende 32 deputati per aver impedito la conferenza del 30 gennaio 2026, vertente al lancio della proposta di iniziativa popolare del comitato Remigrazione e Riconquista. Una magra consolazione per gli enti direttivi identitari del Comitato che, sostenuti dal deputato Furgiuele, erano riusciti ad organizzare quella che sarebbe stata una seria e degna presentazione in territorio antagonista; sennonché, la stessa è sfociata poi in un circo equestre capitanato da Boldrini, Bonelli e compagni intonanti “Bella Ciao”.
Ci troviamo di fronte al bue che dice cornuto all’asino, o agli antagonisti antifascisti schiaffeggiati e ridotti ai minimi termini da quella che è la loro stessa Costituzione? Difficile dare una chiave di lettura e d’interpretazione a questo quesito: dipende dal punto di vista che ne guida la prospettiva. Siamo però certi che, in contrapposizione alla nostra battaglia, la sinistra italiana invochi a sproposito la Carta, che sembra conoscere e ricordare solo nei momenti in cui ha bisogno di svolgere propaganda antifascista ogni 25 Aprile, dimenticandosi di leggi come l’articolo 21, che prevede per tutti i cittadini la libertà di manifestare il proprio pensiero.
Il paradosso dei “compagni” traditi dai propri dogmi
Dunque la sinistra antagonista — che ricordiamo essere vigente non soltanto tra i circoli extraparlamentari di Askatasuna e Leoncavallo, ma anche tra i comuni banchi governativi con antifascisti dichiarati che bramano la distruzione della Patria — viene per l’ennesima volta tradita da quello che è un suo stesso “principio”. Parliamo della Costituzione e della libertà invocata a sproposito, della quale non perde occasione per riempirsi la bocca, accompagnandola con tocchi beceri di buonismo e perbenismo irrisori verso il bene degli Italiani.
Sbeffeggiati certamente dal raggiungimento e dal superamento della quota di firme raccolte in 24 ore (oltre le 50.000 previste), gli antagonisti restano colpiti anche dal contenuto di questa notizia. Noi non ci badiamo, ma intelligentemente guardiamo e passiamo: non siamo così vigliacchi da godere di un’irrisoria sospensione. Tuttavia, se c’è un particolare che non neghiamo ci diverta, è certamente l’osservazione con occhio clinico che ci permette di ammirarli traditi da quello che loro stessi considerano un valore imprescindibile per la Nazione.
Verso il sogno della Riconquista
Forse, riflettendoci, si accorgeranno che magari il “SÌ” al referendum avrebbe permesso loro di appellarsi legalmente contro questo provvedimento, in quanto ci sarebbe stata la possibilità di riformare la Costituzione, oltre alla magistratura. Nel frattempo, a noi non dispiace certamente e continueremo a riempire le piazze con questo sogno. Se approvato una volta entrato in Parlamento, esso restituirà dignità a quella parte di popolo esausta, stanca e avvilita dai soprusi, frutti di decenni di governi tecnici e governi partitici che di buono nulla hanno concretizzato per questa Immortale e Sacra Patria.
Manuel Zavaglia
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