Trump, lasciatosi irretire da Netanyahu che gli ha prospettato chissà quali gloriose vittorie, comincia a rendersi conto che l’Iran non è l’Iraq (e meno ancora è il Venezuela), che risponde colpo su colpo ai bombardamenti e che l’offensiva terrestre è una ipotesi da nemmeno accarezzare come lontana idea.
Tuttavia, lo sganciamento da questa situazione perdente necessita di uno sforzo di desinformatzja (già in atto) che dia da credere… l’incredibile. Trump ha recentemente affermato che la difesa iraniana è stata completamente azzerata, e ha parlato di un’azione tattica tipo «display determination» (per non dire una smargiassata) che gli permetta di salvare la reputazione di prima potenza militare mondiale.
In tale contesto, l’obiettivo più pagante per valore strategico, per contenuta durezza, per alto valore pubblicitario, aggredibile da un reparto di Marines e dagli immancabili SEALS, è il terminal petrolifero dell’isola di Kharg facilmente conseguibile avendo la superiorità aerea e navale. Vedremo se tale azione verrà attuata.
Corrado Corradi
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🤔🤔🤔 io ci vedo, in questa ennesima smargiassata, il canto del cigno.