In Israele li chiamano Refusenik. Sono i giovani obiettori di coscienza israeliani che rifiutano di prestare servizio militare per vari motivi, negli ultimi tempi principalmente perché rifiutano di partecipare al genocidio palestinese. L’Istituto Professionale Aldrovandi Rubbiani di Bologna ha annullato all’ultimo momento un evento previsto con la partecipazione di due refusenik israeliani, Ella Keidar Greenberg e Iddo Elam, di 18 e 19 anni, che avrebbero dovuto raccontare la propria esperienza agli studenti.
I due giovani, come tanti altri, hanno pagato con il carcere la loro scelta. A quanto si apprende, Matteo Battistelli, Dirigente Scolastico dell’Istituto, ha motivato la sua decisione definendola “un’operazione di prudenza dopo le ultime note del Ministero nelle quali si ribadisce che su certi temi sono necessarie garanzie di pluralismo e contraddittorio”.
Curiosa tanta prudenza quando si sta perpetrando un genocidio davanti agli occhi del mondo. Nessun contraddittorio è stato richiesto quando si è trattato di estromettere artisti russi da eventi culturali in Italia. Tantomeno qualcuno si è mai sognato di segnalare la mancanza di contraddittorio quando le scolaresche sono state e sono tuttora catechizzate da ex partigiani.
Il comodo fantasma
Eppure, con il fantasma dell’”antisemitismo” che viene continuamente agitato, sarebbe stata un’ottima occasione per spiegare che gli ebrei non sono il governo Netanyahu, che ci sono ebrei a cui ripugna sterminare un altro popolo, che ci sono ebrei disposti a farsi la galera pur di non partecipare ad un massacro.
Sarebbe stata un’opportunità per chiarire, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che criticare le politiche di Israele, o più in generale, criticare il sionismo, ideologia imperialista e suprematista, è cosa diversa dall’essere antiebraici (sulla correttezza del termine “antiebraismo” in luogo di “antisemitismo” abbiamo già scritto qui). Invece no, questa volta, guarda caso, serviva il contraddittorio.
Rappresentato da chi? Da qualche entusiasta soldato dell’IDF, “l’esercito più morale del mondo”? Non è dato di sapere. Tuttavia il cambio di decisione del dirigente deriverebbe, come accennato, da “indicazioni ministeriali” con effetto vincolante, a firma del capo dipartimento del Ministero dell’Istruzione e del Merito (diffuse in seguito agli interventi di Francesca Albanese in alcuni istituti), riguardo la necessità del confronto tra posizioni diverse e plurali. In teoria un argomento accettabile, anzi, condivisibile.
Peccato che sia emerso solo quando il tema è stato quello delle politiche israeliane di pulizia etnica. Verrebbe da pensar male, come diceva qualcuno… Ma siccome siamo sotto Natale, ci sforzeremo di essere buoni. E allora accogliamo con favore lo spirito di confronto tra posizioni diverse caldeggiato dal Ministero dell’Istruzione, aspettando fiduciosi che le scolaresche possano assistere anche al contraddittorio tra ex partigiani ed ex combattenti della RSI, a cui evidentemente auguriamo lunga vita e tanta salute.
Raffaele Amato
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