La vicenda è ormai nota: parecchi intellettuali di sinistra hanno chiesto, con una lettera aperta indirizzata all’AIE (Associazione Italiana Editori), che venisse revocato alla casa editrice di destra “Passaggio al Bosco” l’invito a partecipare alla fiera libraria “Più libri più liberi”, che si tiene annualmente a Roma.
Tra i sottoscrittori della lettera compaiono nomi noti e meno noti, tra i primi ricordo lo scrittore Scurati (antifascista di professione), il fumettista Zerocalcare (l’anti – Orban “de noantri”, che fa coppia con Ilaria Salis), e lo storico Alessandro Barbero. Quest’ultimo, in diverse conferenze postate su Youtube, si è affannato a dimostrare che l’attentato di Via Rasella del 1944 fu atto di autentico eroismo, e pazienza se poi 335 persone innocenti vennero fucilate al posto di quelli che avevano piazzato la bomba. Qui sotto un link, ma ce ne sono altri di diverse conferenze di Barbero sullo stesso argomento:
All’indignata brigata si è aggiunto anche l’insopportabile e sussiegoso Corrado Augias che, quando appare in TV, sembra (dico “sembra”, visto lo scivolone sulla vicenda) il Pontefice Massimo della tolleranza e del dialogo civile.
L’AIE ha opposto un netto rifiuto alla richiesta, con una lunga e civilissima lettera aperta la cui motivazione di fondo può essere riassunta nel celebre motto della scrittrice Evelyn Beatrice Hall, che riassume in pieno lo spirito di libertà di espressione del suo amato Voltaire:
“Non condivido le tue idee, ma darei la vita perché tu le possa esprimere”
“Passaggio al Bosco”, dunque, non solo ha partecipato alla kermesse libraria, ma, nonostante il coro di compagni e compagne che allietavano lo stand cantando l’immancabile “Bella ciao”, ha ottenuto un notevole successo di vendite, in virtù di quella famosa legge di marketing, attribuita a Oscar Wilde, che così recita:
“Parlate male di me, purché ne parliate”
Ecco il link, per chi desideri approfondire:
“Passaggio al Bosco” dunque ringrazia i compagni e le compagne che, con tanto entusiasmo, hanno contribuito ad aumentare le vendite dei suoi libri.
Ma andiamo al punto della questione: suscita sbalordimento l’idea che gli intellettuali “democratici” di cui sopra non capiscano, o fingano di non capire, che il primo scopo del pensiero unico è proprio quello di mettere a tacere chi dissente, nel presente e nel futuro: oggi sarebbe toccato a “Passaggio al Bosco” e a chi sarebbe toccato un domani?
Magari a una casa editrice di idee liberiste, che pubblica libri di economisti pro – capitalismo?
Ecco allora gli intellettuali marxisti targati CGIL lanciare anatemi e poi magari passare all’azione con picchetti che impediscono al pubblico di accedere allo stand degli eretici.
O magari verrà bloccata la partecipazione a una casa editrice di ispirazione cattolica, contraria all’aborto, all’eutanasia, alle demenziali teorie “gender” e alle adozioni di bambini da parte di coppie omosessuali?
Già li sento, gli ululati dei collettivi transessuali e lo starnazzare delle femministe, tutte unite (e non una di meno!) a chiedere la cacciata dei “bigotti cattolici”, nel nome del bigottismo color arcobaleno.
Serve una dimostrazione?
Pochi mesi fa, a Roma, la sede di “Pro vita e famiglia” è stata violentemente attaccata dalle Menadi dell’”Utero è mio e lo gestisco io”, con conseguenti danni all’edificio:
E nel 2007 non sono stati forse alcuni professori dell’Università “La Sapienza” di Roma, tra i quali il Premio Nobel della Fisica Giorgio Parisi, a chiedere la cancellazione di una Lectio Magistralis di Papa Benedetto XVI°, accusato di “oscurantismo”?
Da notare che il Papa era stato invitato dalla stessa Università per l’inaugurazione dell’Anno Accademico:
https://it.wikipedia.org/wiki/Controversia_sull%27invito_di_papa_Benedetto_XVI_alla_Sapienza
Risultato?
La Santa Sede preferì declinare l’invito e così poche decine di professori intolleranti e oscurantisti, uniti sotto la bandiera dell’anti – oscurantismo, ebbero ragione di migliaia di colleghi che invece sulla presenza del Papa non avevano nulla da obiettare.
Sempre in ambito accademico ecco servito l’ultimo episodio di intolleranza: poche settimane fa l’Università di Bologna ha rifiutato un corso di laurea in filosofia per gli Ufficiali dell’Accademia Militare di Modena, trincerandosi dietro motivi burocratici:
La realtà è che i militari non sono ben visti nell’Alma Mater di “Bologna la rossa”, altrimenti non si spiegherebbe il fatto che il corso verrà organizzato, senza il minimo problema, dall’Università di Modena. Dal momento che “il diritto allo studio” è stato uno dei cavalli di battaglia della sinistra in ambito scolastico, trovo vergognoso che venga negato a persone già qualificate, solo perché indossano una divisa.
A tal proposito mi sia concesso rendere omaggio a uno dei più grandi pianisti della storia, Arturo Benedetti Michelangeli: non mi risulta fosse di sinistra, eppure faceva lezione gratis ai suoi allievi e sul diritto alla conoscenza ha espresso un’opinione assai nobile, come risulta nella breve intervista che segue:
Per concludere: quanto accaduto a “Passaggio al Bosco” alla fiera libraria ci dimostra che il tempo passa, ma i cattivi maestri di una certa sinistra continuano a imperversare.
Per fortuna questa volta le cose sono andate diversamente.
Leo Bacchi
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