Il grande successo dell’Italia antifascista, democratica, repubblicana ed europea.
Quante volte abbiamo visto, specialmente nell’ultimo periodo, osannare le origini antifasciste dello Stato in cui ci ritroviamo?
Quante volte abbiamo assistito ai salamelecchi verso la democrazia che gestisce la cosa pubblica? Quante volte abbiamo sentito protrarsi di fronte alle frasi fatte dei Presidenti della Repubblica, venerando quest’ultima come una divinità?
Quante volte abbiamo letto di come l’Europa con i suoi valori e le sue creazioni ci abbia salvato dal baratro? Ma allora siamo fortunati a vivere in questo magico mondo, diremmo.
Peccato che i numeri, non la retorica ma proprio i numeri, ci dicano tutt’altro, mostrando come questo paradiso terrestre non esista né abbia intenzione di farlo.
Alcuni dati sui primati europei
Nascite al minimo storico, con un 1,18 figli per donna, dato allarmante cui si aggiunge la proliferazione di famiglie immigrate di seconda e terza generazione, causando la cosiddetta “sostituzione etnica”.
La paura delle spese folli, la mancata sicurezza per le giovani madri soggette a contratti precari (tema importante che però trova poco spazio nelle battaglie femministe, più attente ad avere gli assorbenti gratis nei bagni degli uomini) e soprattutto la cultura egoistica a cui i media ci abituano, sottolineando ogni giorno la bellezza della vita senza figli, sono solo alcune delle cause di questo preoccupante calo demografico.
Il governo della famiglia vara solo timide riforme e qualche bonus, peraltro ridicolizzati dalle opposizioni che vedono nella famiglia un demone da sconfiggere, mettendo alla berlina sui giornali del noto gruppo editoriale quelle poche, coraggiose famiglie che decidono di avere tanti bambini.
Forse è più importante creare nuovi tipi di famiglie che pensare a quelle già esistenti, che sono l’unica speranza per la sopravvivenza della nostra società. Veniamo poi ai giovani. Secondo l’Istat, in 10 anni hanno lasciato la repubblica antifascista ed europea circa 352000 giovani, molti dei quali laureati.
Esterofilia
Dopo che lo Stato ha investito nella loro formazione (a spese della collettività, perché la retta non basta a coprire tutto il percorso universitario) i giovani cittadini del mondo decidono di portare ad altri le loro competenze acquisite. Un po’ perché nessun governo ha messo dei paletti alle imprese che sfruttano, un po’ perché il progressismo antifascista e i media diffondono una cultura esterofila al limite della paranoia, convincendo i nostri ragazzi che altrove sia tutto rose e fiori.
Ancora una volta però non vediamo manifestazioni degli studenti per questa situazione, ma spesso per stupidaggini quali i corsi gender nelle scuole.
Quindi non solo il sistema antifascista non riesce a trattenere i ragazzi, ma li incentiva ad andarsene, verso mete esotiche che poco hanno a che fare con antifascismo ed Europa, propinando poi sui giornali le storie di questi espatriati che guardano dall’alto in basso chi è rimasto.
E infine il grande successo, il potere d’acquisto degli italiani sceso di quasi 9 punti dal 2008 mentre quello tedesco aumenta.
La beffa della moneta Euro
Dovevamo lavorare un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno in più, diceva il prode Prodi in quel lontano 2001, sfuriando con le giornaliste che gli mettono davanti la realtà dei fatti. Che sia o no colpa dell’euro, il dato di fatto è che la moneta unica non ha svolto il compito assegnatole, con le conseguenze elencate prima.
Molti altri numeri possono essere aggiunti al palmares di vittorie dell’Italia antifascista, democratica, repubblicana ed europea e forse lo faremo in altri articoli. Per ora bastino questi per dire che il progressismo antifascista potrà anche aver vinto le guerre civili, i referendum, le cause giudiziarie.
Ma dove passa lascia solo crisi, paura, fallimenti. Chi ha fatto la resistenza forse non voleva questo, ma quei valori che ci propinano come dischi rotti hanno portato ciò, e non è solo dovuto all’ultimo governo o al Berlusconismo.
La prima repubblica ha campato di rendita, incapace di essere in continuità con quanto c’era prima, quando la spinta è finita ecco la seconda repubblica, da cui si scappa o di cui ci si lamenta, nascondendosi dietro Bella ciao e ridicole manifestazioni blu.
Lorenzo Gentile
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