C’è una strana aria di “déjà-vu” che spira tra i corridoi di Viale Mazzini e le scrivanie di via Negri. Il Direttore Tommaso Cerno, fresco di nomina al quotidiano che fu di Indro Montanelli, sbarca su Raidue con una striscia quotidiana battezzata “2 Di Picche”. Un titolo che a noi, che quel nome lo abbiamo registrato al Tribunale di Milano nel 2021 e lo portiamo con fierezza da oltre quattro anni, suona come un’eco tardiva. Qualcuno, con la solita foga legalista, ci ha chiesto perché non tiriamo fuori le carte bollate. La risposta è semplice: per stile e per principio.
Noi non quereliamo e non chiediamo danni. In fondo, ci inorgoglisce che la nostra idea, nata in tempi non sospetti e lontana dai riflettori del servizio pubblico, venga oggi “presa in prestito” da un giornalista blasonato e dalla televisione nazionale. Siamo abbastanza umili da sapere che a seguirci sono pochi ma sani patrioti, e non è nel nostro stile rifugiarci in quella magistratura che vorremmo profondamente riformata e depurata dai nemici d’Italia. Noi siamo il Davide che sfida il Golia del pensiero unico: non ci servono i tribunali per dimostrare chi ha avuto il coraggio di sventolare questa carta per primo.
Tuttavia, caro Cerno, la precedenza non è solo un dato cronologico, è una questione di identità. Esattamente quattro anni fa, nel marzo del 2022, nel nostro editoriale di presentazione scrivevamo parole che oggi risuonano come un monito per chiunque pretenda di maneggiare questo simbolo.
“…il 2 di Picche, la (carta) minore del mazzo, ma anche quella che, rifilata nei modi e nei tempi giusti, può dare tante soddisfazioni. Rifilata a chi, se non ai nemici? E chi sono i nemici? Gli amici sono tutti coloro che amano l’Italia, le sue radici, la sua lingua, le sue tradizioni civili e religiose, la sua civiltà; poi, appunto, ci sono gli altri: quelli che vorrebbero il Paese asservito, svilito culturalmente e deformato nei suoi connotati etnici. In una parola i nemici. Il 2 di Picche può essere sventolato anche a qualche amico e, certamente, ai “moderati” e ai “tiepidi”, a quelli che non vogliono mai prendere posizione, ché non è più possibile “aspettare tempi migliori”: bisogna costruirlo, il futuro.”
Lei ha dichiarato che il suo “2 Di Picche” vuole stare dalla parte dei cittadini, di quella “gente” che si sente la carta che non serve nel gioco dei cuori e dei denari. È un’intenzione nobile, Direttore, ma noi la aspetteremo al varco. Saremo lì, pronti a marcarla stretto, perché il 2diPicche (quello vero) non molla. Saremo pronti a restituirle il colpo se e quando la sua trasmissione dovesse scivolare nel recinto dei “tiepidi”, di quegli amici che traccheggiano invece di combattere, o peggio, di chi teorizza l’asservimento a poteri esteri e a filosofie nemiche della nostra Civiltà.
Accettiamo la sfida, anche se le forze in campo sembrano impari. Lei ha cinque minuti su Raidue, noi abbiamo la radicalità di chi non deve rendere conto a nessuno se non alla propria terra e alla propria storia. Se il suo obiettivo è davvero favorire la partecipazione critica dei telespettatori, sappia che noi saremo i suoi critici più attenti e feroci. Il 2diPicche non è un brand da spendere per un po’ di auditel, è una missione.
Impari a giocarlo con il dovuto rispetto per chi lo ha reso un’arma di libertà, o si accorgerà presto che è una carta che scotta.
La Redazione
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Articolo elegante, come lo sono sempre la coerenza e la verità. E chiaro, come deve essere la parola di chi vuole arrivare con schiettezza, senza timore ma con l’onore dell’onestà intellettuale. Anche diretto, quando occorre fare chiarezza: quella di cui c’è necessità in questo scenario tiepido (per usare un termine perfettamente calzante dell’articolo), privo di azione reale. Complimenti ancora una volta!