Ennesima cretinata dei paesi europei, sulla gestione dei flussi migratori.
Germania, Austria, Svizzera, Svezia, Finlandia e Paesi Bassi hanno annunciato e nei fatti in minima parte già eseguito, il trasferimento qui da noi degli allogeni extracomunitari richiedenti asilo, che si trovano sul loro territorio.
La parola “dublinanti” nasce come termine giornalistico, tale parola nasce dal regolamento di Dublino usato riferito a persone che richiedono asilo residenti in un paese europeo ma che la richiesta dovesse esser esaminata da un altro paese, ovvero il paese d’ingresso, ovvero il primo paese ove queste persone son arrivate per poi esser smistare in altri territori.
La famosa solidarietà europea
Quindi se una persona arriva in Italia per poi spostarsi in Germania, se richiede asilo, la richiesta dovrebbe essere a carico dell’Italia e quindi la Germania si sente in diritto di rispedire tale persona qui da noi.
Tale regolamento è stato superato ma secondo alcuni stati europei vale ancora, con il vecchio regolamento, per tutti quei migranti smistati prima del 12 giugno 2026.
Grazie Matteo!
Tutto questo, ovvero identificazione e esaminazione di un ipotetico visto di ingresso è stato possibile grazie al governo Renzi, chre ha barattato tale misura in cambio della flessibilità sui conti italiani.
C’è da dire che negli scorsi anni ovvero dal 2022 la procedura è stata per così dire sospesa, bloccata per palesi difficoltà attuative da parte del nostro paese che non aveva un numero sufficiente di centri di raccolta per migranti necessari ad eseguire tale procedura.
Nel 2025, secondo Eurostat, l’Europa ha chiesto all’Italia di riprendersi 24.152 persone. L’Italia, sempre nel 2025, ha chiesto agli altri Stati europei di prendersene carico nella misura di cinque a uno, il dettaglio più palese è che di quelle 24.152 richieste, nel 2025 ne sono state effettivamente eseguite verso l’Italia appena 85.
La porta d’Europa
Ma ora sull’immigrazione si è visto la ovvia differenza di ogni stato membro della comunità europea, e l’Italia che è la porta di ingresso di tale “business delle sinistre”, prima o poi ne pagherà il conto e verrà invasa e colonizzata come è già successo in precedenza per stati come la Francia ed il Regno Unito, ove le popolazioni autoctone sono oramai minoranza a casa loro.
Tale regolamento è stato superato ma secondo alcuni stati europei vale ancora, con il vecchio regolamento, per tutti quei migranti smistati prima del 12 giugno 2026
Paolo Ornaghi
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