La Guerra mossa dall’asse Washington-Tel Aviv all’Iran degli Ayatollah ci viene dipinta e proposta come una santa crociata democratica dell’Occidente contro un regime tirannico.
Chiunque si sia azzardato a mostrare anche solo solidarietà (non simpatia né sostegno, la distinzione è cruciale) all’Iran per quella che è stata a tutti gli effetti una sanguinosa aggressione non provocata a uno Stato Sovrano, è stato accusato di essere uno sciita clericale e di avere il poster di Khamenei in camera da letto.
Ora, chi scrive è un devoto Cristiano Cattolico e il poster i Khamenei non ce l’ha.
Semplicemente sa quante contraddizioni e verità celate vi siano dietro questa assurda narrativa da Socialismo reale di stampo sovietico e vuole provare a spiegare le ragioni che lo portano ad essere non freddo, ma gelido verso le crociate occidentali.
E non sarà compito facile, dovete credermi, perché sono davvero una montagna.
Il doveroso paragone con l’Ucraina
Per prima cosa il sottoscritto, quando prendeva posizioni Anti-Atlantiste e Filo-Russe sulla Guerra in Ucraina veniva sempre imbavagliato col ben collaudato mantra del “dovete capire che c’è un aggressore e un aggredito!”
Vero. Pacifico. Ma mi sembra che questo solido dogma di geopolitica occidentale vari a seconda delle situazioni.
Perché in questo caso gli aggressori sono stati gli Israelo-Americani e l’aggredito è stato l’Iran.
E non è neanche la prima volta che questo accade tra l’altro.
Secondo punto: io sono un ragazzo che sta studiando e svolgendo tirocinio per giungere un giorno a insegnare in una classe di scuola materna o elementare.
Perciò se una guerra di liberazione democratica inizia col bombardamento di una scuola femminile e l’orrendo massacro di 170 bambine tra i 6 e gli 11 anni… Beh, mi dispiace ma avete appena perso il mio sostegno.
Terzo punto: gli Stati Uniti dal 1945 hanno combattuto diverse “guerre per la Democrazia”, principalmente contro regimi comunisti o islamici, vincendone alcune e perdendone altre.
E giungendo sempre a esiti infelici o disastrosi.
Basti pensare a quelle che hanno perso (Vietnam, Corea e Afghanistan) dove hanno lasciato i regimi totalitari che avevano combattuto sani e forti come prima e più di prima.
O a quelle che hanno vinto come Iraq,Libia e Siria dove, dopo aver rovesciato i regimi a loro scomodi, hanno lasciato quei paesi tra le macerie, il totale caos istituzionale e la dilagante violenza politica e settaria.
Sarebbe anche ora di imparare la lezione e dire “basta!”
Quarto punto: perché da quando il regime Sionista di Netanyahu, dal 7 Ottobre, ha sterminato quasi 81.000 Gazawi e altri 1.600 palestinesi tra Israele e Cisgiordania, mentre bombardava almeno quattro stati indipendenti e sovrani, per me, chiunque, in Medio Oriente si opponga a questo mattatoio, merita quantomeno solidarietà.
La narrativa americana fa acqua da tutte le parti
Quinto punto: perché io non dimentico che tra il 2014 e il 2019 se si è potuto abbattere lo Stato Islamico e il suo califfato del Terrore, ridando case e speranze ai fratelli nella Fede di Iraq e Siria, molto è stato grazie ai soldati iraniani, ai Pasdaràn e alle milizie sciite filo-Teheran.
Un Cristiano non dimentica un atto di pietà e giustizia, neanche quando viene da un infedele.
Sesto punto: cercheranno di vendervela come la “battaglia dell’Occidente contro l’Islam”, magari sotto l’egida del Cristianesimo Evangelico Americano, tutto aquila calva e M16.
Ricordatevi che questi Yankees sono gli stessi che fanno caldi sorrisi e strette di mano con le monarchie islamiche del Golfo, persino con l’Arabia Saudita, il regime islamico più assolutista e settario, dove un operaio filippino cattolico deve spezzarsi la schiena 12 ore per costruire paradisi nel deserto e non può neanche avere la cittadinanza saudita senza prima convertirsi all’Islam.
L’Islam va combattuto sempre, non solo quando fa comodo, amici di Washington.
Settimo punto: io non amo affatto il regime degli Ayatollah.
Per quanto mi riguarda è un regime basato su una falsa religione e che impedisce l’evangelizzazione della vera Fede e tanto basterebbe.
Ma penso che, se gli Iraniani non lo amano più, dovrebbe essere il loro popolo a rovesciarlo e non le bombe di Israele e degli Stati Uniti.
Queste azioni rischiano, a mio avviso, non solo di non rovesciare il regime, ma di dargli nuova linfa vitale, tramite la fiaccola ardente dell’Anti-Imperialismo e del sentimento Amti-Americano.
Un popolo deve conquistarsi da solo la Democrazia, se gli viene imposta…finirà per odiarla.
Ottavo e ultimo punto: io dovrei tifare per l’Occidente, giusto?
Questo Occidente non mi appartiene
Ma perché? Solo perché sono nato in Occidente?
E poi… per quale Occidente dovrei tifare?
Quello del Laicismo Anti-Cristiano più feroce? Dove si fa la guerra a ogni crocifisso appeso alla parete, ma poi si permette alle comunità islamiche di invadere le strade per le preghiere pubbliche e si chiudono le scuole per i Ramadan?
Quello che ha cancellato il 28% della mia generazione tramite l’aborto e vuole addirittura costituzionalizzare l’aborto?
L’Occidente che sta cancellando i suoi popoli tramite il suicidio demografico?
L’Occidente leader nel mondo per isolamento sociale giovanile e numero di suicidi?
L’Occidente degli Epstein Files e dei 2.444 crimini d’odio Anti-Cristiani nel 2023?
L’Occidente che odia la mia Fede e tace sul fatto che la Cristianità sia ad oggi la comunità religiosa più perseguitata del pianeta?
L’Occidente che considera virtuoso odiare noi stessi e tutto ciò che siamo e siamo stati?
No signori mi dispiace, non tifo per voi.
Questa guerra ve la fate da soli.
E possa Iddio perdonarvi i vostri crimini.
Si ringrazia Il Megafono Cattolico per la pubblicazione dell’articolo
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