Il governo Meloni e quegli spettacoli puerili: “Chi non salta comunista è” hanno cantato alcuni esponenti del governo a Napoli, durante i comizi in vista delle elezioni regionali in Campania.
Un teatrino patetico e infantile, considerando che viene da persone che si stanno spacciando come politici seri e che stanno cercando, a detta loro, di riscattare l’immagine della Nazione. D’altro canto, l’opposizione diventa ancora più grottesca nelle reazioni.
Il PD, partito ultraliberista per eccellenza, si ritiene offeso e rispolvera l’immagine di Gramsci, Togliatti e Berlinguer, personaggi dalle idee rinnegate e combattute proprio da quel PD filo americano, europeista, capitalista. Quello stesso PD che negli anni, assieme ai suoi alleati, ci ha regalato momenti ben più imbarazzanti.
Ad ogni modo, quello del centrodestra, connesso alle reazioni di sinistra, rimane uno spettacolo di cui vergognarsi, che mostra ancora una volta come la democrazia nata dall’antifascismo sia ridotta a cori da stadio e mancanza di oggettività e contenuti, capace solo di dividere il Paese fomentando odio tra le “curve”.
Ennesima dimostrazione di come l’antifascismo, che racchiude centrodestra e centrosinistra nonostante le reciproche accuse, sia un male per questa grande nazione che deve di nuovo uscire dalle divisioni pseudo-ideologiche e riscoprire sé stessa, per un domani radioso.
Lorenzo Gentile
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