«Una mattina mi son svegliato,
oh bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
e ho trovato l’invasor.»
L’ironia della storia è servita. Per decenni ci hanno ammorbato con questa melodia, usandola come brand esclusivo di una certa sinistra “antifascista” da salotto. Ma nel 2026, il risveglio degli italiani ha tutto un altro sapore. L’invasore non porta la divisa grigioverde, ma arriva a ondate “multicolor”, con pretese altissime e una tolleranza per le nostre leggi che rasenta lo zero.
Le opportunità dell’accoglienza
Quello che il cittadino medio trova oggi fuori dalla porta di casa non ha nulla a che vedere con la “liberazione” cantata dai megafoni della sinistra, ma somiglia tragicamente a un bollettino di guerra quotidiano.
La sicurezza urbana è ormai un ricordo sbiadito, con scippi, rapine e aggressioni che sono diventati il nuovo, degradante arredo urbano delle nostre città. Questo scenario di degrado sociale, alimentato dallo spaccio a cielo aperto e da molestie costanti, sta trasformando i nostri quartieri in zone proibite, territori “off-limits” dove le donne e i nostri anziani non sono più liberi di circolare.
A completare il quadro intervengono poi le pretese infinite di chi, appena arrivato, esige immediatamente sussidi, sanità gratuita, case popolari e trasporti a scrocco, condendo questa arroganza con un palese e profondo disprezzo per quella Civiltà che, nonostante tutto, continua a ospitarli.
I Collaborazionisti
Ma l’invasore non sarebbe così baldanzoso se non avesse le spalle coperte. Parliamo degli alieni in casa nostra: quegli italiani che odiano l’Italia. Sono i professionisti del business dell’immigrazione, le ONG in cerca di gloria, settori della Chiesa più realisti del Re e partiti ormai cimiteri di ideologie fallite, a caccia disperata di nuovi elettori da importare.
Vogliono sostituire le nostre usanze con le loro? Vogliono imporre moschee, bigamia o peggio infibulazione e matrimoni precoci in nome di un multiculturalismo che è solo un suicidio assistito?
La risposta è una sola: Remigrazione.
Gli italiani si sono svegliati e non hanno intenzione di tornare a dormire. Se la “libertà” cantata nella strofa originale ha ancora un senso, oggi significa libertà di non essere stranieri in patria.
Caro “antifa” dei miei stivali, la musica è cambiata.
«Una mattina mi son svegliato,
e ho trovato l’invasor…
…e gli ho firmato il foglio di via!»
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