Il 2diPicche rilancia il post Telegram della redazione della rivista geopolitica Zenit. Lo proponiamo integralmente per offrire ai nostri lettori una chiave di lettura profonda sulla tragedia in corso in queste ore in Iran e nella regione. Continua così la nostra collaborazione con Zenit, di cui condividiamo appieno lo spirito critico e l’elevata qualità dell’analisi geopolitica.
Zenit
Il Ministro degli Esteri dell’Oman – mediatore negli ultimi negoziati tra gli Stati Uniti e l’Iran – intervistato da CBS News il giorno prima del criminoso attacco congiunto di Washington e Tel Aviv contro la Repubblica Islamica, aveva dichiarato di «essere fiducioso» che «un accordo di pace sia alla nostra portata».
Il Ministro ha rivelato che Teheran era propenso a «cedere» il materiale nucleare in suo possesso. «Nessuna scorta e una verifica completa e approfondita da parte dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Nucleare», quindi le richieste della Casa Bianca stavano per essere accolte.
Il mediatore chiedeva «alla diplomazia lo spazio necessario per raggiungerlo».
L’attacco «preventivo» – come è stato definito dallo Stato Ebraico – è servito a impedire il raggiungimento di un accordo e incendiare il Medio Oriente.
«Sono costernato – ha commentato Il Ministro dell’Oman – ancora una volta, negoziati attivi e seri sono stati compromessi. Ciò non giova né agli interessi degli Stati Uniti né alla causa della pace globale. Prego per gli innocenti che ne soffriranno le conseguenze».
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