La nuova strategia dell’attivismo urbano
Allo stato attuale, stante la situazione in cui versa l’ordine pubblico, nasce il sospetto che l’internazionale del jihad abbia, almeno momentaneamente, tralasciato la strategia di colpire ogni tanto per tenerci sulla graticola come nel gioco dello schiaffo del soldato, e abbia ora investito nel fomentare l’attivismo violento degli immigrati di prima e seconda generazione. A ben guardare, il messaggio che i maranza lanciano è chiarissimo: «la nostra morale è superiore e il fatto che voi siate renitenti alla vostra lo dimostra, pertanto noi facciamo prevalere la nostra».
Il jihad non ha bisogno adesso di colpire perché ha sostanzialmente il controllo del territorio ed è in fase avanzata il progetto di controllo della politica.
Le due facce di una situazione assurda
Siamo in una situazione che ha dell’assurdo:
- Sul terreno, quattro giovinastri indicati come maranza tengono in scacco interi quartieri con una prassi criminogena e un’idea di società che si rifà a consuetudini islamiche.
- Nelle stanze della politica (in primis nella politica locale) sindaci e consiglieri di giunte di sinistra manifestano una vomitevole piaggeria nei confronti del peggio delle comunità islamiche incistate da noi (e dico «il peggio» perché gli immigrati musulmani dabbene aborrono questa situazione in cui sono coinvolti malgrado loro); piaggeria e arrendevolezza per scucire voti da gente che poi non vorrà sentire ragioni e pretenderà che le loro consuetudini diventino legge, proprio in assonanza con il principio giuridico per cui «la consuetudine è fonte di diritto».
L’esigenza di una nuova forza identitaria
Per cavarcela abbiamo bisogno di idee chiare, improntate al buonsenso e soprattutto identitarie, e abbiamo altresì bisogno di gente libera da stantii condizionamenti politici e in grado di tradurre in azioni concrete idee libere da trite e ritrite paturnie ideologiche.
A giro d’orizzonte l’ormai consolidato panorama politico è desolante, per cui necessitiamo di qualcosa di nuovo… sì, l’impressione è che «c’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico».
Corrado Corradi
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