L’economista Giuseppe Liturri pubblica sulla sua Newsletter un articolo del quotidiano francese Le Figaro del 17/03/2026, di cui ci sembra importante riprendere le parti salienti.
La Russia emerge come principale vincitore dello shock petrolifero causato dal conflitto in Medio Oriente e dal blocco dello stretto di Hormuz, potendo vendere il proprio greggio a prezzi superiori al tetto sanzionato di 60 dollari e compensando il deficit di offerta verso i paesi asiatici dipendenti dal Golfo.
La maggior parte dei produttori ha capacità limitate o bloccate: Arabia Saudita, Iraq, Kuwait ed Emirati non possono esportare a causa del blocco iraniano, mentre altri come Brasile, Guyana o Nigeria dispongono solo di capacità residue che richiedono mesi per essere attivate.
Gli Stati Uniti beneficiano grazie alla produzione di shale oil, che può ripartire rapidamente con prezzi elevati, ma i consumatori soffrono per i carburanti cari; la Cina subisce l’impatto immediato ma potrebbe accelerare la transizione verso i veicoli elettrici, rafforzando il suo vantaggio tecnologico a medio termine.
La Russia compensa il deficit di offerta
«La Russia può compensare il deficit d’offerta, conseguenza del blocco dello stretto di Hormuz attraverso il quale transita il 20% del petrolio mondiale. […] Donald Trump ha in particolare revocato per 30 giorni il divieto all’India di approvvigionarsi di petrolio russo. “Non conosciamo i contratti ma la Russia vende certamente al di sopra del prezzo minimo di 60 dollari imposto dalle sanzioni, possibilmente di 10 a 20 dollari”, aggiunge l’esperto dell’IFPEN».
Ogni 10 dollari in più avvantaggiano Mosca
«Secondo un ex dirigente di Gazprom Neft, Sergueï Vakulenko, ricercatore all’istituto Carnegie citato dal New York Times, ogni aumento di 10 dollari del barile porterebbe 1,6 miliardi di dollari mensili supplementari allo Stato russo».
Pochi paesi possono aumentare rapidamente la produzione
«“È proprio lì il nodo del problema”, argomenta Francis Perrin. Perché la maggior parte dei paesi produce a piena capacità. […] Secondo i dati dell’AIE, la quasi totalità delle capacità di produzione eccedentarie si concentra nel Golfo: Arabia Saudita, Iraq, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Salvo che non possono più esportare, l’uscita dal Golfo essendo bloccata dagli iraniani».
Gli USA tra i pochi beneficiari immediati
«Gli Stati Uniti, diventati da più di dieci anni il primo produttore mondiale di petrolio e gas, sono in prima linea tra i beneficiari. Almeno gli attori della filiera petrolifera e gassifera, tanto più che i loro costi di produzione sono tra i più elevati al mondo, intorno a 50-70 dollari il barile contro meno di 10 dollari per il petrolio saudita, hanno bisogno di un barile caro per generare profitto».
La Cina potrebbe vincere a medio termine
«A medio termine, stima [Emmanuel Hache], la Cina potrebbe ben uscire “grande vincitrice” perché questo nuovo shock dovrebbe spingere ad accelerare la decarbonizzazione tramite in particolare i veicoli elettrici. Tecnologie in cui ha preso più che un vantaggio di lunghezza».
Insomma, stavolta, Trump non sa più come uscire dalla guerra, Israele vorrebbe che si concludesse con la presa dell’Iran nell’ottica del Grande Israele, ma non ha la forza, da solo, di compiere l’impresa. I Paesi arabi sono annichiliti da una situazione che non si aspettavano. La Russia e, forse, la Cina ci stanno guadagnando sul piano economico e strategico. La Ue? Ci sta rimettendo alla grande, a causa del pericolo inflazione, dell’aumento dei prezzi del gas e del petrolio, della speculazione.
Pongono sanzioni a Putin, ma le paghiamo noi coi rincari su tutto, bombardano l’Iran ma il prezzo della guerra ce lo ritroviamo in bolletta o al distributore di benzina. Poi questo è il motivo per cui molti non votano più. Chi di dovere dovrebbe rifletterci e prendere serie risoluzioni. Non domani, ma ieri…
Matteo Castagna
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Preferisci Telegram? Nessun problema:






































































