Oggi che l’antifascismo ha raggiunto livelli tali da far dire, a chi ha chiuso i manicomi, “O Signore, che abbiamo fatto?”, possiamo trovare il fascismo, quello vero, proprio nell’ambito antifascista!
Non parliamo ovviamente del cosiddetto “fascismo rosso”, termine fuorviante che ancora confonde ideologia con metodo. In questi giorni l’Unione Europea sembra voler abbandonare la borsetta e le calze a rete, il vestiario adatto da meretrice qual è, per ricominciare a mostrare i muscoli, a volere una Potenza militare ed economica competitiva contro Russia, Cina e Stati Uniti, viste le uscite (deliranti o maledettamente calcolate?) di Trump, cosa che quasi ha fatto dimenticare il cattivissimo Putin, mentre Xi si frega le mani scovando l’ennesima opportunità per il suo sistema (uscito pulitissimo dalla faccenda covid da esso causata).
Europa libera, sovrana e indipendente dunque. Ma dove abbiamo sentito questa idea? Dobbiamo tornare agli anni 60, quando il Movimento Sociale, ma anche gli altri movimenti neofascisti, auspicavano alla tanto agognata Europa Nazione.
Una grande alleanza
Non un super Stato federale, gli aberranti Stati Uniti d’Europa, ma una grande alleanza che conciliasse l’identità millenaria europea con quella delle singole Nazioni, senza sovrastarle.
Naturalmente le grandi forze politiche dell’epoca spingevano per trascinare l’Europa verso Washington o verso Mosca, in un gioco delle parti dove i patrioti si trovavano schiacciati.
La vittoria del primo blocco ha trasferito l’avversario da Mosca a Pechino, con una differenza sostanziale: l’Europa non più divisa dalla cortina si è prostituita per intero sia ad USA che a Cina, rimanendo dipendente dalla Russia in ambito energetico.
Con la guerra in Ucraina e i dazi trumpiani, questa prostituzione ha presentato il conto, con un’Europa impreparata e pronta a scaricare sui cittadini, al grido di “preferite la pace o il fresco?”, le responsabilità dei suoi fallimenti.
Ora che lo zio Sam, il pappone d’Europa dal 1945, volta le spalle al vecchio mondo, si cerca di correre ai ripari rispolverando quella vecchia idea proposta dai “fascisti”, ma in maniera confusionaria e poco lungimirante, di Europa libera e sovrana, proponendo addirittura una Nato europea, cosa che stranamente non viene accostata all’apologia di fascismo come succede ad ogni cosa non sia progressista.
Di una cosa però siamo sempre più convinti: quei ragazzi degli anni 70 avevano ragione.
Lorenzo Gentile
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