Non siamo agli anni ’70 del secolo scorso… Ne siamo sicuri? Io son convinto che ci aspetti di peggio.
Da destra e sinistra – quelle due forze politiche rappresentate in parlamento, opposte ma che, comunque, troppo hanno in comune, delle quali l’una (la sinistra) riesce a condizionare l’altra (la destra) inducendola a fare concessioni di ogni tipo, tanto da risultare oggi snaturata – risuona un luogo comune: «non siamo agli anni ‘70».
In effetti, siamo nell’anno solare 2026 ma per quanto attiene agli aspetti etici, sociali e della sicurezza siamo rispettivamente:
- agli anni dei primi del ‘900, per quanto riguarda la questione sociale, quando erano ben lungi da venire le leggi sociali fasciste in difesa dei lavoratori
- agli anni di un futuro distopico della peggior disumanizzazione, per quanto attiene al piano etico. Dopo aver digerito aborto, eutanasia, omosessualismo, follie gender, attacchi di ogni genere alla natura della famiglia … Uno scenario destinato a renderci peggiori dei babbuini
- ai primi anni ’70 per quanto attiene alla minaccia interna la quale si sta apprestando a diventare terrorismo puro e duro, solo che ora, a differenza degli anni ’70, quello che si sta apprestando a diventare terrorismo ha ben più alleati di allora, vedi: l’internazionale degli anarchici insurrezionalisti, i black block e i centri sociali vari, i movimenti islamisti integralisti e filo-palestinesi, i movimenti immigrazionisti, quelli abortisti ed eutanasisti, le sigle lgbtq+, i satanisti … Insomma, una ciurma di degenerati di varia specie che forma quel pot-pourri (pourri in francese significa marcio) che sta serrando i ranghi.
Questi attingono la loro legittimazione dalla sinistra, la quale ha nel proprio DNA la propensione a calpestare il corpo di chiunque (non solo di Mussolini, di Claretta e degli altri poveri cadaveri oltraggiati dalla furia rossa, ma anche quello di quel che era il proprio amico solo 5 minuti prima …) pur di far prevalere le proprie istanze e sono disposti a farlo anche sapendo che di istanze sbagliate trattasi. Sembra sia più forte di loro, sembra si tratti di un istinto indotto da un condizionamento pavloviano indice di una sostanziale assenza di quella capacità umana che corrisponde al compatimento.
Merita, infine, particolare menzione, in questo scenario da incubo, quel personaggio a capo di una delle organizzazioni anarco-comuniste-arcobaleniste-etc. – che sono solite riunirsi in quei luoghi della depravazione e del sonno del pensiero (sonno che genera mostri simili agli orchetti tolkieniani) chiamati ‘centri sociali’ – il quale giorni or sono ha parlato chiaro, dichiarando guerra allo Stato. Cosa di fronte alla quale la sinistra ha fatto orecchie da mercante, come del resto lo Stato stesso. Mala tempora currunt, aspettiamoci il peggio.
Nota a margine: i dati dell’Europol – agenzia che ha il compito di migliorare la cooperazione tra le autorità di polizia nazionali dei paesi della UE e i servizi preposti all’applicazione della legge – dicono che negli ultimi vent’anni gli episodi simil-terroristici attribuibili alla destra definita estrema, siano stati 7, mentre analoghi episodi attribuibili ai movimenti di sinistra siano stati 78.
Corrado Corradi
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Articolo lucido, frutto di una lettura attenta di ciò che accade da tempo. Una conferma di quanto avevo iniziato a pensare e percepire già nei primi mesi successivi al Covid, a fissare un limite temporale.
Purtroppo disumanizzazione, egoismi e cinismo sembrano aver preso il sopravvento. Occorrono spirito critico, una seria e consapevole autocritica e, soprattutto, la volontà di agire, affinché si possa avviare un autentico percorso di “cura”.