Dopo le sceneggiate pro-Pal che hanno trasformato la sacrosanta lotta palestinese in una pagliacciata con tanto di barchette, ora arrivano i pro-Maduro che invocano il diritto internazionale, il rispetto della costituzione italiana (ma perché?), e un po’ di sano antifascismo che non guasta mai.
Stavolta però si sono scontrati davvero con la realtà dei fatti. La retorica sovranista (che vale solo per gli altri, guai se vale per l’Italia) è stata puntualmente smentita dalla comunità venezuelana presente sul territorio italiano, costituita anche da chi è dovuto fuggire dalle politiche di Maduro che ancora una volta mostrano il fallimento del socialismo.
Mentre i Venezuelani invitavano a conoscere meglio la realtà del Paese, gli antifascisti nostrani li accusavano di essere traditori e collaborazionisti.
Nulla di nuovo
Eppure gli USA non hanno fatto niente di diverso da quanto compiuto 80 anni or sono proprio da noi, cosa che viene festeggiata anche e soprattutto da chi ora dà del traditore ai Venezuelani che celebrano la liberazione. Sicuramente si può e si deve storcere il naso sulle motivazioni, perché lo zio Sam non libera gratis.
E non siamo certo fiduciosi sul futuro, perché come insegnano i casi di Afghanistan e Iraq quando gli USA passano non lasciano certo una situazione tanto migliore. Ciononostante la sinistra ha fatto l’ennesima figura barbina mostrando incoerenza e conoscenza pressoché nulla di come funziona il mondo, dimostrando ancora una volta di vivere di retorica debole e falsa.
Proprio quella sinistra che invoca interventi esteri per rovesciare governi italiani non graditi, proprio quella sinistra che applaudiva alle invasioni sovietiche, proprio quella sinistra che quando si tratta di sovranismo italiano è pronta a battersi il petto e a gridare al pericolo fascismo.
Ed è proprio lì che si va sempre a finire, l’antifascismo si rivela, ancora una volta, il secondo cancro di questo Paese dopo le mafie.
Lorenzo Gentile
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