La vita può essere creata dal nulla? Non proprio, ma startup ed università stanno provando a sostituirsi a Dio.
La SpudCell, questo il nome della proto-cellula, creata da gruppo di ricerca a guida di Kate Adamala, biologa dell’Università del Minnesota, anche se non si può affermare con certezza che sia vera e propria cellula sintetica e che sia stata generata dal nulla.
Kate Adamala e la sua squadra hanno costruito una cellula artificiale capace di nutrirsi, crescere e riprodursi a partire da componenti chimici non viventi e interamente noti.
La cellula patata
La SpudCell, ovvero “cellula patata” soprannominata così perché ha forma tozza e irregolare come di un tubero è un prototipo di cellula costruito in laboratorio a partire da 36 geni presi in prestito dal batterio E. coli, da fagi che sono virus che infettano batteri e da geni di una medusa: la cellula può nutrirsi, crescere e moltiplicarsi in una piastra di Petri, ovvero il recipiente piatto di forma cilindrica. strumento di lavoro in molti campi della biologia a noi, comuni mortali, noto quando vediamo film o serie tv di genere sci-fi.
Anche se SpudCell svolge alcuni dei comportamenti spesso utilizzati per distinguere gli esseri viventi da quelli inerti, è difficile paragonarla ad una cellula vivente, in quanto non svolge ancora la maggior parte delle funzioni di tali cellule; non è in grado di autosostenersi senza un aiuto esterno, il suo processo di divisione ovvero di riproduzione, la sua replicazione fallisce appena dopo cinque generazioni.
Anche se siamo, fortunatamente, ancora lontani a creare la vita dal nulla, esperimenti simili potrebbero portare alla creazione di cellule sintetiche utili per la produzione di alimenti, farmaci, materiali, combustibili, ma chissà in un prossimo futuro dove ci porterà questa tecnologia con tutte le implicazioni teologiche. Saremo di fronte tra qualche anno a cellule Frankestein?
Paolo Ornaghi
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