Il voto della Sassonia-Anhalt e la svolta populista
La frase conclusiva del Manifesto del Partito Comunista, scritto da Marx ed Engels nel 1848, è stata realizzata dal partito dell’AfD in Sassonia-Anhalt. I proletari si sono uniti e hanno votato contro il green e la conseguente perdita di posti di lavoro, il woke, l’immigrazione selvaggia, la sicurezza perduta e un avvenire sempre più incerto.
I cittadini della Sassonia hanno battuto un colpo pazzesco. La gente che lavora, che produce, e quella che il lavoro lo ha perso, i ceti meno abbienti, quelli meno istruiti (per dirla alla Bonaccini), la gente sudata della destra citata da uno scrittore nostrano di sinistra in maniera spregiativa (loro scarsamente sudano), tutti loro hanno dato un segnale forte e chiaro all’establishment tedesco. La percentuale del 44 per cento ad AfD e la caduta libera della CDU e dei Verdi certificano i fallimenti verso il popolo delle politiche che avrebbero invece dovuto difenderlo. Ora parlano di nazismo, e invece è una forte protesta verso chi il popolo lo ha dimenticato da tempo.
Le richieste del popolo e l’isolamento delle élite
Chi lavora vuole solo cose semplici: lavoro certo e non subordinato ai capricci di élite green-boschivo-ambientali che possono far chiudere le fabbricas per salvaguardare un ceppo di lombrichi del Reno; cessazione di privilegi per gli ultimi arrivati a scapito della popolazione locale che comunque sta subendo in maniera subdola questa preferenza delle élite verso gli islamici (qui si potrebbe aprire un capitolo sul fatto che quasi sicuramente arrivano fiumi di denaro da diverse petromonarchie per ancorare ed espandere l’Islam in Europa; giova ricordare il Qatargate che ha visto coinvolti e corrotti membri socialisti del Parlamento europeo); sicurezza per le strade dove ormai imperversano bande di criminali stranieri che mai si adatteranno al modus vivendi europeo (a tal proposito un magistrato di Lipsia ha messo agli atti una citazione sulla comunità musulmana che recita: “Società parallela senza il minimo sforzo di integrazione”).
La reazione dell’establishment e lo smarrimento della CDU
Tutto questo e le proteste inascoltate per anni hanno visto nascere ed affermarsi l’AfD. Non nazisti come vogliono farci credere, ma il popolo che ha detto basta. Ora Merz si guarda intorno smarrito e comincia a costruire le trincee con i sacchetti di sabbia per paura del nemico (il suo partito lo ha creato). E comincia lui a sudare dichiarando (fonte Rai News): “Abbiamo una Costituzione forte e disponiamo di tutti gli strumenti per difenderla contro un governo regionale di estrema destra, ma il nostro sistema partitico ha subito uno sconvolgimento. La CDU non è riuscita a stabilire un contatto emotivo con la gente”. Non avete perso il contatto emotivo, avete perso la gente, fatevene una ragione.
L’arroganza della sinistra e i riflessi sulla politica italiana
Ora si assisterà alla solita alleanza a 360 gradi tra sconfitti per impedire ad AfD di governare (non ha la maggioranza assoluta), ma non possono continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto come se nulla sia accaduto. Le élite analizzano, ma non si colpevolizzano: le responsabilità sono sempre da ricercare nello scarso acume politico di chi non li vota, ma mai nei disastri che le loro lungimiranti politiche hanno causato in ambito sociale ed economico.
Basta sentirli anche nei nostri talk show: quando parlano gli altri cominciano a guardarsi tra di loro con sorrisetti e movimenti della testa che esprimono tutta la loro spocchia ed arroganza. La notizia della vittoria dell’AfD è stata vista dai nostri partiti di sinistra come un segnale di allarme per tutta l’Europa. Anche nel centrodestra Tajani dichiara che è una pessima notizia, ma si sa che il suo partito è per ora fedele alla maggioranza; tuttavia, non mi stupirei se in futuro si trasferisse armi e bagagli in un “centro” con i riformatori progressisti (ovviamente riformano ciò che verrà loro utile).
Spagna, Italia e il risveglio dei popoli europei
Non bisogna stupirsi di AfD: già in Spagna los socialistas di Pedro “Pedrito” Sánchez sono stati messi alle corde con la crisi migratoria di Ceuta (peraltro non ancora risolta). Anche qui lavoro, immigrazione e sicurezza saranno le chiavi di Vox per scardinare il governo più corrotto d’Europa, che potrebbe giocarsela alla pari con quello di Kiev.
In una partita della Liga spagnola tra Betis Siviglia e Real Madrid entrambe le tifoserie hanno intonato cori poco edificanti all’indirizzo del loro premier. In Italia alla fine la coalizione del campo largo potrà anche vincere alle prossime elezioni sul governo Meloni, ma la storia insegna — o “impara”, come ha detto una onorevole di AVS (ma loro sono colti) — che alleanze troppo aperte a tutti, e soprattutto con poche idee molto confuse, conducono a governi poco duraturi. D’altronde il loro programma è battere le destre, poi avanti tutta con immigrazione e green, e il risultato finale sarà quello della Germania.
La metafora del licantropo contro le élite
Il Golem dell’AfD l’hanno creato e realizzato i progressisti, i loro governi Frankenstein, i loro sistemi alla Vlad Drakul per dissanguare il ceto medio e le classi meno abbienti; ed ecco allora che il popolo si trasforma in uomo lupo perché incazzato, e non necessita della luna piena per il mutamento. E si sa che chiunque venga morso da un licantropo si trasforma a sua volta in un Werwolf (per dirla alla tedesca, vista la situazione).
Ululiamo tutti insieme per mettere paura ed insicurezza a queste élite arroccate nei loro castelli burocratici. Fuori dalle mura vi aspettano i lupi.
Maurice Garin
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