Rogoredo, nessuna vittima, solo carnefici
Situazione ribaltata per il caso dello spacciatore ucciso da un poliziotto. Se inizialmente, stando al rapporto dell’agente, si parlava di legittima difesa, in quanto lo straniero avrebbe minacciato il poliziotto stesso con un’arma, le successive indagini hanno smentito la versione.
Lo sbirro corrotto
Prima di tutto, lo spacciatore sarebbe stato colpito mentre era in fuga; l’arma con cui inscenare l’aggressione sarebbe stata aggiunta dopo, modificando la scena del crimine. Ma non si tratterebbe soltanto del solito poliziotto esaltato.
Da indagini preliminari e testimonianze, parrebbe che l’agente incriminato offrisse protezione agli spacciatori del bosco di Rogoredo in cambio di denaro.
Il ché lascia intendere che si sia trattato più di un regolamento di conti, in cui la situazione è degenerata arrivando all’omicidio. Fatti molto gravi, dunque, che però sono affrontati in maniera sbagliata da tutti i fronti. Prima abbiamo il solito Salvini che rimpiange ancora gli Interni, che si schiera subito coi poliziotti senza se e senza ma. Il problema è che i se e i ma vanno valutati, almeno attendendo l’esito delle indagini.
I politici banderuole
Sicuramente Salvini è stato precipitoso nel giudizio, come sempre del resto, tuttavia è stato abbastanza saggio da un punto di vista comunicativo, così come la Meloni e tutto il governo, da tornare sui suoi passi. Diverso è l’approccio della sinistra, da moderata ad estrema. Quest’ultima ha subito accusato il poliziotto anche quando si parlava ancora di difesa personale, come già fatto con Ramy e con tutti quegli stranieri criminali che lasciano la pelle sul “lavoro”.
Per quella moderata, dal PD ai 5S, l’esito attuale delle indagini è stata una benedizione, perché si è presentata l’occasione per attaccare il governo e per collegare la questione al referendum, con un nesso logico che nessuno riesce a spiegare. Eppure pochi mesi fa, quando Genova e Roma venivano svegliate da assalti e aggressioni fasciste, poi rivelatesi false o perpetuate proprio dalle “risorse”, l’esito delle indagini non si è aspettato, anzi, si sono invocate per l’ennesima volta leggi speciali contro i fantasmi del passato.
E non c’è stata in quel caso nessuna ritrattazione, solo timide arrampicate di specchi per continuare sulla linea. In più, va notato che se sarà confermato che il poliziotto prendeva bustarelle dagli spacciatori stranieri, egli avrà solo fatto ciò che fanno scafisti e caporali, ha fomentato l’immigrazione lucrandoci sopra come ogni buon antifascista che si rispetti.
I nostri amici antifa quindi faranno quadrato per quello che nei fatti è uno di loro?
Lorenzo Gentile
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