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Home Cronaca

GLI ASSASSINI DI DAVID ROSSI (Monte dei Paschi di Siena)

Carlo Persano di Carlo Persano
08/03/2026
in Cronaca, Economia, Politica
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GLI ASSASSINI DI DAVID ROSSI (Monte dei Paschi di Siena)
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CHI ERA DAVID ROSSI

David Rossi era nato a Siena il 2 giugno del 1961 ed è stato assassinato sempre a Siena il 6 marzo del 2013. Aveva 51 anni ed era un alto dirigente del Monte dei Paschi di Siena (Mps) dove guadagnava euro 200.000,00 all’anno. Il suo ruolo era di massimo responsabile della comunicazione della banca.

Ovvero, David Rossi era quello che si occupava di tranquillizzare i correntisti e gli azionisti della banca sull’andamento della gestione. Ruolo diventato molto delicato dal 2011 poiché Mps navigava in cattive acque e, di fatto, tranquillizzare sull’andamento della banca significava attestare che il PD non stava operando in modo sbagliato, visto che il PD controllava la banca tramite i suoi eletti in Comune a Siena, alla Provincia e alla Regione Toscana.

Per estensione, nello scenario rientrava pure l’immagine del PD nazionale in quanto spesso si trovava al governo dell’Italia in quegli anni. Quindi David Rossi aveva un ruolo delicatissimo.

COM’E’ MORTO DAVID ROSSI

Finalmente, dopo ben 13 anni, una perizia giudiziaria ha stabilito che David Rossi non si è suicidato ma è stato ammazzato. Sarebbe stato tenuto per le braccia fuori dalla finestra del suo ufficio al terzo piano nel palazzo di MPS, per poi essere mollato nel vuoto. Aveva respirato ancora per 20 minuti, senza che nessuno chiamasse i soccorsi e poi è morto. Fino al marzo 2026 gli inquirenti avevano sempre sostenuto che Rossi si fosse suicidato, oggi è chiaro che si trattò di un omicidio.

IL MOVENTE DELL’OMICIDIO

David Rossi si stava organizzando per parlare con i magistrati della procura di Milano, competente per le indagini su Mps poiché la banca era quotata in Borsa a Milano. La banca aveva una voragine di crediti inesigibili, ovvero di prestiti ai clienti che non avrebbero mai più restituito i soldi ricevuti. 

Nel bilancio del 2013 approvato dalla banca, l’esposizione verso i crediti deteriorati era così classificata:

  • Crediti deteriorati lordi (NPL lordi): circa 42,4 miliardi di euro.
  • Crediti deteriorati netti (NPL netti): circa 23,1 miliardi di euro.
  • Sofferenze lorde (i cosiddetti “crediti marci”): 18,6 miliardi di euro.

Quindi c’erano crediti marci per 18,6 miliardi a fronte di un patrimonio netto di 6,155 miliardi. Praticamente si vedeva una perdita totale del capitale già nel 2013 ed esisteva una “lista nera” interna alla banca dei creditori che non avrebbero restituito i prestiti in mano a David Rossi, e il dirigente voleva andare dai magistrati di Milano a raccontare di questo scempio.

Se David avesse consegnato quella lista alla Procura di Milano, avrebbe fatto crollare non solo la banca, ma l’intero sistema di relazioni tra finanza e politica toscana. Perché David Rossi avrebbe voluto raccontarlo? O perché 200.000,00 euro di stipendio all’anno erano sì tanti ma forse ancora troppo pochi per accollarsi le colpe di quell’enormità di miliardi, magari elargiti ad amici dei politici. O forse perché David Rossi era semplicemente una persona onesta.

Pochi giorni prima di morire, il 19 febbraio 2013 (morì il 6 marzo successivo), David Rossi subì una perquisizione della Guardia di Finanza sia a casa sua che nel suo ufficio e questo episodio accelerò le sue decisioni, non voleva essere un capro espiatorio per delle azioni che non aveva compiuto.

Quali erano i rischi, nella sostanza, se David Rossi non fosse stato messo a tacere? Mps aveva un disperato bisogno di trovare capitali freschi per sostituire quelli perduti e non li trovava (nessuno si fidava), e, se non li avesse trovati, ci sarebbe stato un fallimento della banca, corredato da una denuncia verso gli amministratori per bancarotta fraudolenta con associazione a delinquere.

Lo stesso David Rossi poteva essere coinvolto nella denuncia come complice se non denunciava i veri colpevoli. Quei reati comportavano 19 anni di galera per i promotori e 14 anni per gli altri partecipanti. Ovvero, sia i consiglieri di amministrazione che i direttori generali in funzione dal 2011 al 2017, quasi 30 persone avrebbero subito condanne di quella pesantezza. E questo sarebbe già stato un buon movente per assassinare David Rossi. A ciò si aggiunga che forse molti amministratori di Mps se la sarebbero cantata e il PD sarebbe risultato pesantemente esposto in uno scandalo da 25 miliardi di euro intascati dai nomi della “lista nera”. Probabilmente il PD si sarebbe dissolto come partito politico. Basta come movente dell’omicidio?

I NOMI DI CHI ERA INTERESSATO A FAR TACERE DAVID ROSSI

Come visto, Mps non trovava i miliardi per ricapitalizzare e così intervenne lo Stato, ovvero intervenne il PD al governo a favore di una banca del PD.

L’intervento dello Stato italiano per salvare il Monte dei Paschi di Siena è stato uno dei più onerosi della storia europea. Non si è trattato di un unico versamento, ma di una serie di interventi stratificati tra il 2013 e il 2023, per una cifra complessiva che sfiora i 25 miliardi di euro (considerando sia le iniezioni di capitale dirette che l’accollo dei crediti marci).

Ecco le “quattro ondate” principali del salvataggio:

1. I “Monti-Bond” (2013) – 4,1 miliardi

Il primo intervento fu un prestito oneroso (obbligazioni speciali) per tappare il buco creato dall’operazione Antonveneta e dai derivati Santorini ed Alexandria.

2. La Nazionalizzazione / Ricapitalizzazione Precauzionale (2017) – 5,4 miliardi

Questo è l’intervento sotto il governo Gentiloni del PD (MEF Padoan). Lo Stato divenne socio di maggioranza con il 68% delle quote.

La cifra fu di 5,4 miliardi di euro allo scopo di evitare il fallimento con la conseguente accusa di bancarotta fraudolenta.

3. La Pulizia degli NPL con AMCO (2020) – Circa 8-10 miliardi

Questa è la fase dei “crediti marci” di cui parlavamo. Non è stata un’iniezione di contanti diretta nelle casse della banca, ma un’operazione di scissione. Circa 8 miliardi di euro di crediti deteriorati sono stati trasferiti da MPS ad AMCO, società dello Stato. Ovvero un trasferimento di perdite dalla banca del PD a tutti gli italiani. Fu il governo Conte-PD ad eseguire l’operazione con la cifra più importante per evitare le condanne in Mps.

4. L’ultimo Aumento di Capitale (2022) – 1,6 miliardi

Sotto il governo Draghi, è stato necessario un ulteriore rafforzamento patrimoniale.

Nota importante: A queste cifre vanno aggiunte le garanzie statali (DTA – imposte anticipate differite) che valgono diversi altri miliardi, portando il costo potenziale totale vicino ai 25 miliardi di euro.

Chi furono i politici del PD che procurarono l’arrivo di tutti quei miliardi? Avevano ruoli importanti?

Eccoli in una cronologia dei vertici politici e di controllo bancario della crisi:

AnnoGoverno / MEFComune / RegioneFondazione MPSBanca d’Italia
2012M. Monti / V. GrilliF. Ceccuzzi PDG. ManciniI. Visco (Gov)
2013E. Letta PD / F. SaccomanniE. Laudanna (Comm.)A. MansiS. Rossi (DG)
2014M. Renzi PD/ P.C. PadoanB. Valentini PDM. ClarichI. Visco
2015-16M. Renzi PD/ P.C. PadoanB. Valentini PDM. ClarichI. Visco
2017P. Gentiloni PD/ P.C. PadoanB. Valentini PDCarlo RossiI. Visco (Rinn.)
2020G. Conte M5S/ R. GualtieriB. Valentini PDCarlo RossiI. Visco (Rinn.)

Tutti questi politici rappresentavano i vertici interessati a procurare i 25 miliardi necessari per non far fallire Mps e, di conseguenza, per evitare una corale accusa per bancarotta fraudolenta. Come si vede sono tutte figure politiche del PD o alleate del PD come nel caso del governo Conte che garantì il fondamentale passaggio per accollare allo Stato i crediti marci della banca gestita da uomini nominati dal PD.

Se l’interesse per l’omicidio di David Rossi fossero quei 25 miliardi, allora questi sarebbero i politici interessati a far tacere David Rossi e a seppellire la “lista nera” dei debitori, oscuramento importante per ottenere quei miliardi dallo Stato. L’emergere dei nomi sulla “lista nera” avrebbe infatti consentito l’intervento dello Stato solo dopo un’operazione di pulizia e di trasparenza contro tutte le persone implicate in quei prestiti, con un grave coinvolgimento del PD. Seppellire la “lista nera” dei clienti eccellenti e ottenere quei miliardi voleva invece dire salvare il PD dall’estinzione.

Qualcuno dice: “L’operazione dei 25 miliardi fu fatta per salvare i correntisti dal bail-in, il prelievo forzoso sui conti correnti previsto dalla Bce”. Falso, si sarebbe creata una nuova società (Newco) alla quale conferire il ramo d’azienda della banca, dipendenti e correntisti inclusi, chiamandola Nuova Mps. Nella vecchia Mps (Bad Bank) sarebbero rimasti i crediti marci e la si sarebbe lasciata fallire, denunciando tutti gli amministratori e i direttori generali dal 2012 al 2017 per bancarotta fraudolenta con associazione per delinquere. Sequestrando tutti i beni degli amministratori e dei percettori di tutti quei crediti diventati marci. Questa è la situazione che avrebbe creato la denuncia di David Rossi ai magistrati di Milano.

I GIUDICI

Le indagini eseguite o mancate sollevano ancora una marea di perplessità:

Davvero nessun giudice di Siena sapeva già nel 2013 che i bilanci di Mps erano abbelliti artificialmente? Davvero le operazioni sui derivati Alexandria e Santorini non sembravano oscure?

Davvero l’acquisto di Antonveneta, pagata una cifra esorbitante, non meritava una pesante indagine?

Si può sapere se ci furono da parte della magistratura senese delle indagini approfondite sui conti di Mps per falso in bilancio?

I verbali dei comitati interni di Mps, dove si concedevano a dei clienti eccellenti i crediti miliardari diventati marci, hanno mai generato indagini approfondite da parte dei giudici, sia sui dirigenti della banca che sui clienti?

Davvero i giudici intervenuti sulla scena della morte di David Rossi si convinsero di un suo suicidio? Davvero i giudici di Genova che indagarono per competenza sui giudici di Siena non riuscirono ad arrivare a delle condanne?

Ci furono mai delle indagini del Csm sulle voci di festini a luci rosse ai quali partecipavano sia dei giudici di Siena, sia dei vertici di Mps, sia dei clienti eccellenti della banca? David Rossi aveva forse reperito prove anche sulla partecipazione a quei festini?

BLOCCATE I LORO BENI E NON FATELI SCAPPARE

L’accusa di bancarotta fraudolenta sarebbe stata la più adeguata a seguito di quanto è successo in Mps, ma, verificando i rapporti e i contratti dei clienti eccellenti che ricevettero i prestiti da Mps e non li restituirono, ancora oggi si rendono possibili le accuse di falso in bilancio, di aggiotaggio, di appropriazione indebita, di truffa aggravata e di associazione per delinquere per tutti i partecipanti al buco di Mps. Da quali nomi erano formati i comitati di Mps che concedevano quei crediti sbarazzini per miliardi? Quali erano i nomi dei clienti eccellenti che ricevettero quei miliardi? Per concludere con una seria indagine per l’omicidio premeditato di David Rossi, oggi diventa quanto mai opportuna.

Carlo Maria Persano

Tags: BancarottaBancarotta fraudolentaeconomiaItaliaMPSPD Partito democraticoPoliticaSinistra
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