Il Rossing Center for Education and Dialogue è un’organizzazione interreligiosa con sede a Gerusalemme, fondata nel 2006 con lo scopo di promuovere il dialogo tra le diverse fedi praticate in Terra Santa. Lo scorso 30 marzo ha presentato un rapporto sugli attacchi subiti dai cristiani in Israele e a Gerusalemme Est, in cui sono documentati 155 episodi di molestie di vario tipo nel 2025. Un incremento di circa il 40% rispetto all’anno precedente, una tendenza in costante crescita. Sputi, insulti, profanazioni, vandalismi, fino a violenze fisiche.
Nell’autoproclamatosi “Stato ebraico”, come riporta l’attivista Yisca Harani, ebrea, fondatrice di Religious Freedom Data Center, una struttura di assistenza per le aggressioni anticristiane: “Con il nazionalismo religioso di destra, l’identità ebraica si è sviluppata attorno all’anticristianesimo. Anche se il governo non lo incoraggia esplicitamente, lascia intendere che non ci saranno sanzioni“. Ben Gvir, il Ministro della Sicurezza Nazionale, il simpaticone che ha brindato per l’approvazione della pena di morte razziale (riguardante, cioè, solo i palestinesi) con tanto di spilla a forma di cappio sulla giacca, nel 2023 definì gli sputi ai cristiani “un’usanza ebraica”. E non sbagliava, se si considera la tradizione talmudica.
Un odio millenario
Un odio millenario verso la Chiesa di Cristo, costellato di episodi tragici come il martirio di san Simonino da Trento, che ha portato a introdurre l’orazione per la conversione dei giudei tra le preghiere del Venerdì Santo nel rito tradizionale. Non possiamo evidentemente trattare in questa sede in modo esauriente un tema che ha meritato amplia bibliografia (un’ottima sintesi, di Mons. Justinas Bonas, si può trovare qui), tuttavia, a fronte di questa realtà, tanto complessa quanto sconosciuta ai non addetti ai lavori, appare sconcertante la crescita del cosiddetto “sionismo cristiano”, fenomeno ben radicato soprattutto in alcune confessioni protestanti degli Stati Uniti, ma diffuso anche in vari altri paesi.
I cristiani sionisti, che dal 1980 dispongono a Gerusalemme di una base operativa con il nome di Ambasciata cristiana internazionale, appoggiano incondizionatamente le politiche israeliane, incluse quelle più belliciste, e credono che l’affermazione dello Stato sionista sia un passaggio indispensabile per propiziare l’avvento del Messia. Una lettura distorta delle Sacre Scritture, ripudiata anche dagli Ebrei ortodossi, da cui scaturisce un movimento di pressione politica molto influente, che conta numerosi esponenti nella classe dirigente statunitense, particolarmente di parte repubblicana, e che è stato determinante nelle scelte della Casa Bianca relative al Medio Oriente fino all’attuale conflitto contro l’Iran.
La “benedizione” di Trump
Tutto il mondo ha potuto vedere la scena, tra il comico ed il blasfemo, del gruppo di pastori evangelici che benedice solennemente Trump nella sala ovale. In questo ambiente spicca la figura della telepredicatrice Paula White-Cain, consigliera spirituale di Trump sin dal suo primo mandato, che si è spinta ad uno spericolato parallelo tra il tycoon e Gesù. La White è una fanatica sostenitrice del sionismo, motivando la sua posizione attraverso un’interpretazione rigida di alcuni passi vetero testamentari. Sembra ignorare completamente il Nuovo Testamento, proclamando che Israele sarebbe la famiglia spirituale dei cristiani.
Giova ricordare quale fu la risposta di Pio X, grande Papa e grande Santo, quando concesse udienza al padre del sionismo, Theodor Herzl, che sperava in un sostegno pontificio al progetto di uno Stato ebraico:” Noi non possiamo favorire il vostro movimento. Non possiamo impedire agli ebrei di recarsi a Gerusalemme, ma non potremo mai favorirlo. La terra di Gerusalemme se non è stata sempre santa, è stata santificata per la vita di Gesù Cristo. Come capo della Chiesa non potrei dirle altro. Gli ebrei non hanno riconosciuto Nostro Signore, perciò noi non possiamo riconoscere il popolo ebraico… la religione ebraica è il fondamento della nostra, ma gli insegnamenti di Cristo l’hanno superata, e non possiamo concederle ulteriore validità. Gli ebrei, che avrebbero dovuto essere i primi a riconoscere Gesù Cristo, non l’hanno fatto fino ad ora”. Era, certamente, un’altra Chiesa.
Studiare l’insegnamento della Chiesa
Nel frattempo il modernismo ha stravolto il cattolicesimo, ci sono stati il Concilio Vaticano II, l’ecumenismo, la Dichiarazione Nostra Aetate e, nel 1994, il riconoscimento di Israele da parte della Santa Sede. Ma la limpida coerenza delle parole di Papa Sarto, San Pio X, non potrà mai essere scalfita da nessuna riforma, da nessuna retorica dei “fratelli maggiori”, e dovrebbe essere una stella polare per ciascun cristiano. Sarebbe opportuno che i tanti cristiani (semmai lo sono) sionisti di casa nostra, particolarmente quelli del centro destra, studiassero con attenzione gli insegnamenti autentici della Chiesa e la drammatica realtà odierna della Terra Santa, meditando seriamente sull’opportunità di sostenere uno Stato che permette e incoraggia tante vessazioni (l’ultima è stata il divieto di accesso ai luoghi santi al card.Pizzaballa) nei riguardi dei cristiani.
Raffaele Amato
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