Il fragore della tirannia e l’instabilità globale
Secondo quanto reso pubblico nelle ultime ore, la tirannia della Casa Bianca torna a tuonare tra deliri riguardanti le sorti del popolo iraniano e rinvii continui delle scadenze per il cessate il fuoco. Gaza persiste nell’essere un cumulo di macerie a causa di accordi sempre in bilico, mentre le tensioni in Europa si intrecciano tra politica interna ed esterna e la contesa tra Putin e Zelensky divampa in modo sempre più violento. In questo scenario dominato dall’incertezza, emergono indiscrezioni e voci di corridoio che qualcuno sta provando a ipotizzare concretamente attraverso la matrice manipolabile degli organi d’informazione dominanti: lo spostamento della Sede Pontificia ad Avignone, rievocando quanto avvenne tra il 1309 e il 1377.
Il rifiuto di Leone XVI e l’ipotesi avignonese
Le indiscrezioni che alimentano questa ipotesi di enorme portata sociale riguardano il rifiuto di Papa Leone XVI all’invito per una visita negli Stati Uniti. L’occasione sarebbe stata il 250° anniversario della Dichiarazione di Indipendenza, previsto per il 4 luglio 2026. Tale diniego, per quanto concerne le nostre posizioni, ci lascia speranzosi; è un’ulteriore conferma di fermezza contro la prepotenza di Washington da parte della Chiesa. Quest’ultima ha dimostrato ancora una volta integrità spirituale e l’impossibilità di scendere a patti — persino per un semplice invito formale — con chi siede su un trono che muove i fili del mondo, imponendo una morale becera volta esclusivamente a sottomettere quella altrui.
Fermezza spirituale contro il dominio globalista
Il rifiuto all’invito appare ancor più significativo e incoraggiante se si considera che lo stesso Leone XVI è statunitense. Come si evolverà lo stato di tensione attuale scaturito da queste indiscrezioni resta da vedere nei prossimi mesi, o forse nelle prossime settimane, qualora l’ipotesi dovesse intensificarsi. Le nostre posizioni, tuttavia, rimangono immutate. Preferiamo non commentare pubblicamente le vicende interne dello Stato Pontificio con parole vane; comprendiamo che il giudizio definitivo spetta solo al Padre Eterno, al quale non intendiamo certo sostituirci. La nostra non è più una lotta armata, bensì una battaglia sovrannaturale contro le grinfie del male e le tirannie globaliste dominanti. Per affrontare questa guerra spirituale occorrono fede, costanza e disciplina intellettuale: virtù che intendono essere la nostra guida.
Manuel Zavaglia
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