Un appello alla Riconquista
Ho letto diverse riflessioni su quello che molti definiscono il “Venerdì di Passione” della politica della nostra area; ne condivido gran parte, ma oggi non è mia intenzione parlare di me, né soffermarmi sul peso delle nostre fatiche passate. In questo tempo di incertezza, scelgo di credere nella Risurrezione. Mi riferisco alla risurrezione di una Nuova Gioventù che abbia il coraggio e la capacità di fare meglio di quanto siamo stati in grado di fare noi, utilizzando la nostra Passione non come un fardello, ma come la parte vitale di una radice profonda. Solo così potrà crescere sano e forte l’albero della Fede e della Riconquista.
Questo appello nasce dalla necessità di superare la fase degli spettatori assenti. Le attuali “iniziative corsare” che animano il panorama non conforme — dai movimenti di ispirazione alemanniana al sovranismo di Rizzo, fino alle suggestioni del Generale Vannacci — rappresentano tentativi generosi ma spesso limitati da una barriera anagrafica che fatica a parlare il linguaggio del futuro. Per voi, giovani patrioti, guardare a questi “anziani” che ancora ardono di passione deve servire a una cosa sola: trovare la scintilla per incendiare il vostro domani, affondando le radici nel pensiero organico per tendere rami d’acciaio verso la crescita.
Occupare lo spazio deve diventare il vostro primo comandamento. Non si tratta di chiedere permesso, ma di presidiare i luoghi dove si forma il pensiero e si decide il destino: le università, i territori, i centri di aggregazione sociale e digitale. Lo spazio politico non è un regalo, è un vuoto che attende di essere riempito da chi ha la forza di imporre la propria presenza. Dovete essere il “solido che entra nel liquido” della palude neo-populista, occupando le posizioni con intelligenza e discrezione, prima che vengano invase da orde di sconosciuti in cerca di facile successo.
Allo stesso tempo, è fondamentale formare classi dirigenti che siano incorruttibili e preparate. La militanza senza studio è cieca, così come lo studio senza azione è sterile. Occorre svecchiare le forme della politica, abbandonando le narrazioni “piccolo-nazionali” e polverose per abbracciare una dimensione di Destino più ampia: quella dell’Europa Imperiale che guarda da Brest a Vladivostok. Una nuova classe dirigente deve saper ribaltare i paradigmi della sottomissione atlantista, offrendo una sintesi che sia tradizionale ma non reazionaria, sociale ma non collettivista.
Infine, bisogna restare pronti. La storia non avvisa quando sta per svoltare; si manifesta in modo terribile e meraviglioso a chi sa evocarne le forze. Mentre il governo attuale tradisce le aspettative delle nuove generazioni, voi dovete mantenere inalterato il laboratorio di emancipazione da ogni follia del tempo presente. Siate radicali e verticali nel vostro impegno, pronti a essere il nucleo d’acciaio attorno a cui si cristallizzerà il domani. La vostra non è una semplice partecipazione: è una missione di Riconquista.
Buona Pasqua a chi sceglie di essere, da oggi, la Nuova Gioventù.
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Un articolo che offre una lettura lucida e precisa di un panorama colmo di lacune da colmare. Dobbiamo essere pronti, eretti, radicali, e fermi nel contrastare corruzione e inadeguatezza. Serve il coraggio di essere autentici per capovolgere le logiche di dipendenza atlantista, intrecciando radici tradizionali con valori sociali. Ai nostri giovani trasmettiamo la nostra passione: quella di un tempo e quella ancora viva oggi!