La religione islamica e dunque i Paesi islamici sono nostri nemici.
Lo sono per un motivo intrinseco, dirompente ed ineliminabile: l’Islam è una violentissima religione di conquista. Tanto basta.
“Obbedisci” impone Maometto, “amami” chiede Cristo.
“Se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi”, Matteo 10,7;
«Combattete per la causa di Allah coloro che vi combattono, uccideteli ovunque li incontriate, scacciateli. Combatteteli finché il culto sia reso solo ad Allah», Sura 2.
Eppure, la distanza non deve essere motivo di cecità, anzi.
Guardare all’Islam con gli occhi disincantanti della verità e della conoscenza storica di ciò che fu e di ciò che è, ci consente, oggi, in questo preciso momento storico – forse fatale, certo cruciale – di schierarci decisamente con l’Iran. Di più: di guardarlo con ammirazione sincera e rispetto.
Impero di popoli diversissimi e di diversi approcci all’islam, l’Iran mostra rispetto verso chiese e cristiani: non è poco e poco non è il fatto che sia l’unico vero nemico dei nostri principali nemici, i sionisti e gli ebrei della finanza e dei commerci internazionali, i quali impunemente, nel silenzio persino del Suo vicario, offendono costantemente Cristo.
Padroni despoti in una terra che non è la loro, creato dal nulla uno Stato cimitero che galleggia sul sangue degli innocenti, spesso bambini, Israele subisce dall’inizio della guerra contro l’Iran una devastazione “necessaria”: molto sangue giudeo deve essere versato perché il Messia arrivi!
Se il Messia non è giunto dopo il nazismo, significa che di altri morti necessita l’attesa…così ragionano i vertici israeliani, seguiti dalla popolazione di Israele, compatta come un sol uomo.
Allargare il conflitto insistendo nello sterminio delle popolazioni civili con il bombardamento del Libano non corrisponde solo al progetto del grande Israele, ma a quello religioso, fondante e fondamentale.
L’eliminazione dei popoli che si incontrano via via nel cammino è un intralcio fastidioso!
“Gli abbiamo tolto tutto, dobbiamo toglier loro anche la vita” sostiene il ministro della sicurezza israeliano riferendosi ai palestinesi, mentre Israele esporta il metodo in Libano…solo in Libano, per adesso!
E l’Iran resiste.
Innanzi tutto, malgrado la scarsità di acqua, sovra produce beni alimentari; ha una rete elettrica dislocata; non ha un esercito che corrisponde ad un comando, ma forze militari che, in caso di necessità, si muovono in autonomia ed autonome sono anche le dislocazioni più remote: è come se ogni provincia iraniana avesse il suo piccolo esercito che, distrutto quello vicino, è perfettamente in grado di funzionare.
È un esercito che difende i confini, le acque e i cieli: è preparato e numeroso; si tratta di centinaia di migliaia di persone, forse 400.000: l’idea di un attacco di terra può venire solo ad un americano ignorante come un tombino delle fogne; un altro esercito è addetto a missili e droni.
I due eserciti, Artesh e Pasdaran, hanno ai loro ordini due marine e due aeronautiche.
A loro si aggiunge una rete importantissima di intelligence, capillare, armata, ben dislocata…In effetti un terzo esercito.
Se non bastasse sono pronti 400.000 riservisti.
La strategia è evidentemente vincente perché, decapitato immediatamente il comando centrale, l’Iran ha risposto con efficacia e precisione.
Ora si trova davanti i due eserciti più immorali del mondo di cui noi siamo patetici lacchè, ma ha alle spalle amici importanti.
Se tutto va bene pagheremo le conseguenze devastanti di una guerra voluta da Israele per i suoi deliranti obiettivi, se va male…meglio non pensarci!
Nel frattempo, siamo spettatori della guerra di Usrahell contro l’Iran: i nostri nemici se le danno di santa ragione, ma noi non possiamo non ammettere che tra di loro combattono gli ultimi spartani, gli ultimi romani…che Dio li benedica, che Dio li converta!
Irma Trombetta
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Community WhatsApp
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Canale WhatsApp
Preferisci Telegram? Nessun problema:
Canale Telegram
































































