Apprendiamo dai recenti fatti riportati da numerose testate giornalistiche il disappunto del Sindaco leghista di Cinisello Balsamo in merito all’invito che il circolo locale di Alleanza Verdi-Sinistra ha esteso all’eurodeputata Ilaria Salis.
Salis — resasi protagonista dei pestaggi avvenuti nel febbraio 2023 a Budapest insieme alla sua fazione e approdata al Parlamento Europeo nel 2024 grazie ai voti di quella fetta di elettorato che fatichiamo a collocare nel campo dei benpensanti — si copre per l’ennesima volta di ridicolo.
Fa discutere il “NO” di un Sindaco che non rinnega le proprie posizioni a favore del comitato Remigrazione e Riconquista, e fa ancor più discutere la sua partecipazione, all’indomani dell’incontro, all’iniziativa popolare lanciata a Milano dallo stesso comitato. Si tratta di un diniego che manda su tutte le furie i “compagni”, consapevoli di essere in minoranza rispetto alla reale volontà popolare e guidati da chi vorrebbe una classe politica dormiente e dedita agli interessi personali.
È un “NO” che sa invece di buon senso, data la situazione in cui versa una città difficile come quella di Cinisello Balsamo, segnata dal degrado, dalla malvivenza e da un multiculturalismo dilagante che genera negli onesti cittadini italiani un clima di tensione, amplificato dalle politiche di matrice rossa.
Un rifiuto dal sapore trasparente: Cinisello e gli italiani — quelli veri — non vogliono Ilaria Salis. Lei, che dell’anti-italianità rappresenta l’eccellenza, detiene un triste e disonorevole primato, pur avendo la sfrontatezza di definirsi una rappresentante del popolo.
Manuel Zavaglia
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