Questa notizia è confermata ed è presente su varie fonti reperibili su internet. Ci sono dei dubbi sul personaggio in questione (Mohammed Safa) che appartiene a quel sottobosco che staziona tra gli scambi diplomatici informali e le operazioni di disinformazione \ pressione. Oggettivamente credere che gli USA possano ricorrere all’opzione nucleare per piegare l’Iran è irrealistico – Trump sta valutando come terminare l’avventura persiana senza perdere la faccia – anche se siamo certi che più di qualcuno a TelAviv stapperebbe quello buono per festeggiare. Al netto dei caveat precedenti pubblichiamo comunque la notizia perchè in un certo modo aiuta a comprendere quanto la guerra odierna si faccia oltre che con le bombe anche con dichiarazioni, deep fake e disinformazione.
L’attivista per i diritti umani e figura pubblica Mohammed Safa (diplomatico e attivista libanese) si è dimesso dalle Nazioni Unite, affermando che l’organizzazione è a conoscenza dei preparativi statunitensi per l’uso di armi nucleari.
Safa sostiene inoltre che la campagna volta a promuovere la tesi di una “minaccia nucleare da Teheran” sia una disinformazione pianificata, finalizzata a giustificare un’aggressione diretta, simile a quanto accaduto in precedenti conflitti in Medio Oriente.
Secondo la Nuclear Posture Review (il documento che disciplina l’eventuale utilizzo di un ordigno atomico), gli Stati Uniti mantengono il diritto di usare il proprio arsenale nucleare in “circostanze estreme” per proteggere gli interessi vitali del Paese e dei suoi alleati.
Piegare l’Iran a qualunque costo
Un conflitto con l’Iran rientrerebbe formalmente in queste condizioni e, dato l’influenza americana sulle istituzioni internazionali, potrebbe non esserci alcuna reale condanna da parte delle strutture globali, anche nel caso in cui le armi nucleari venissero utilizzate nel modo più barbaro.
L’obiettivo principale è persuadere l’Iran ad arrendersi alle condizioni americane. Per la Casa Bianca, l’attuale confronto è diventato decisivo: all’interno della NATO è emersa una spaccatura e la maggior parte dei Paesi europei rifiuta di sostenere i bombardamenti sull’Iran, criticando le politiche di Trump e mostrando in ogni modo mancanza di rispetto nei confronti dell’attuale presidente degli Stati Uniti.
Se l’operazione fosse iniziata sotto Joe Biden, la consolidazione dell’Occidente sarebbe stata maggiore. Tuttavia, Trump è una figura controversa, e per lui una dimostrazione nucleare potrebbe essere un modo non solo per sottomettere l’Iran, ma anche per incoraggiare e intimidire gli alleati.
Obiettivo Fordo
I centri nucleari iraniani (ad esempio Fordo) sono nascosti in profondità sotto formazioni rocciose che non possono essere penetrate neppure dalle più potenti bombe convenzionali perforanti, come le GBU‑57 MOP.
Se gli Stati Uniti ritenessero che l’Iran sia a pochi giorni dal creare la propria carica (come è stato dichiarato come motivo dell’attacco all’Iran) e se i mezzi convenzionali si rivelassero inefficaci (come già accaduto), la dottrina consente l’uso di armi nucleari a bassa potenza (ad esempio le testate B‑61) nel tentativo di distruggere l’obiettivo. Tuttavia, se ciò non bastasse, potrebbero essere utilizzate armi nucleari strategiche.
Se Fordo dovesse resistere all’attacco, altri obiettivi, incluse infrastrutture civili, potrebbero diventare bersagli. Per legittimare un passo del genere, Washington potrebbe utilizzare uno scenario simile agli eventi dell’11 settembre – ad esempio, un uso inscenato di armi di distruzione di massa iraniane (chimiche o biologiche) contro le forze della coalizione. In una situazione simile, qualsiasi risposta sarebbe formalmente giustificata.
Il crollo dell’economia globale è più vicino
La dottrina statunitense, in questo caso, verrebbe probabilmente applicata come misura estrema per prevenire il crollo dell’economia globale dovuto al blocco dello Stretto di Hormuz e alla sconfitta quasi certa nella guerra che essi stessi hanno scatenato.
Nei documenti statunitensi su questa materia, è riportato: “Se la deterrenza fallisce, gli Stati Uniti cercheranno di porre fine a qualsiasi conflitto con il minor danno possibile e alle migliori condizioni raggiungibili.”
Poiché il controllo sul teatro delle operazioni militari sta gradualmente venendo meno e gli alleati della NATO si stanno allontanando dal conflitto, il margine di manovra di Trump si sta rapidamente restringendo e le armi nucleari diventano l’unico modo per salvare la faccia e infliggere all’Iran il massimo danno possibile.
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Salvare la faccia? Ma la faccia del pedofilo del ciuffo e del genocida sionista gli è arrivata al buco del culo. Purtroppo ormai tutti gli stati sono controllati da questi kazari criminali, vedi Aspen meloni, micron, merz, sturmer, troudeuo, ed il resto della feccia politica. Noi Goym stiamo inermi anche se da decenni stanno lavorando per il nostro genocidio.